Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Torino. Risorgimento. Storiografia
anno <1997>   pagina <205>
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il Comitato ài Torino 1895-1995
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La priorità passava decisamente alla propaganda e alla divulgazione patriottica. Gli istituti intitolati al Risorgimento, dalla Società nazionale al Comitato governativo omonimo, abbracciarono posizioni generalmente interventiste dove istanze di irredentismo democratico convivevano con orientamenti di tipo liberal-nazionale - e in questa veste cercarono di pre­sentare (e legittimare) il conflitto come Tultima guerra dell'indipendenza.39) Motivando la sospensione dell'attività scientifica in questo solenne ed eccezionale periodo nel quale l'Italia rinnova sui campi di battaglia le tradizioni di fede e di sacrifici che rifulsero nei tempi più gloriosi della nostra redenzione politica, il Consiglio centrale e la presidenza della Società si rivolgevano ai soci auspicando che la nostra Storia possa, per la maggior fortuna della patria, esaltare presto nelle sue pagine il completo trionfo delle nostre aspirazioni nazionali e dei nostri ideali di civiltà e di giustizia. E mandiamo intanto un fervido saluto alla falange di soldati e di marinai, ai cui eroismi sono affidate le supreme difese e le nuove glorie dltalia.40)
Nel corso dell'estate 1915 il Comitato piemontese organizzava a Torino un ciclo di cinque conferenze di argomento storico-risorgimentale, ideal­mente collegate colla guerra attuale, il cui taglio volutamente didascalico trovava un efficace supporto nelle proiezioni fornite dal Consorzio delle biblioteche popolari. Centrate sul tema delle guerre ingaggiate contro l'Austria dal 1848 al 1866, le conferenze furono poi replicate in molti altri centri della regione, essendo destinate a illustrare ed a rievocare i prece­denti fasti del Risorgimento nel momento in cui si sta combattendo per compire, con la stessa idealità e con lo stesso fervore, l'opera della genera­zione precedente.41)
In realtà, questa fu l'unica vera iniziativa di rilievo espletata dal Comi­tato in quegli anni. L'impegno dei soci più attivi venne assorbito dalle iniziative di propaganda e di assistenza che trovavano il loro fulcro esecutivo nei Comitati di preparazione e di assistenza civile, oltre che nelle varie sezioni dell'Unione generale degli insegnanti.42)
**) Sul rapporto guerra-tradizione risorgimentale ofr. G. SABBATUOCI, ha grande guerra e i miti del Risorgimento, in limito del Risorgimento nell'Italia unita (atti del Convegno di Milano, 9-12 novembre 1993), in II Risorgimento, 1995, n. 1-2, p.p. 215-226.
m Aisoà, in BSNSH, 1915, n. 5, p. 1.
0 Assemblea dei soci del Comitato piemontese, 24 febbraio 1916, in BSNSR, 1916, n. 4. Gli oratori erano Adolfo Colombo (Lo spirito pubblico italiano nel 1848); Giuseppe Roddi (La guerra del 1849); Carlo Contessa (La guerra di Crimea); Giovanni Bragagnolo (La guerra del 1859); Arturo Sepe (La guerra del 1866)..
42J Nella Sezione piemontese dell'Unione generale degli insegnanti si segnalarono, co­stituendo Sezioni locali in provincic, organizzando conferenze patriottiche e spettacoli di beneficenza* promuovendo due convegni patriottici di insegnanti a Torino, riuscitissimi per concorso e per i risultati efficacissimi in tutto il Piemonte, tenendo lezioni e corsi estivi ai figli dei richiamati e dei profughi, promuovendo ancora molteplici iniziative benefiche a favore degli orfani di guerra, i soci professori Contessa, Colombo, De MagistrJs, Bragagnolo,