Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Torino. Risorgimento. Storiografia
anno <1997>   pagina <206>
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Massimo Baioni
È comunque significativo il fatto che nel frattempo il Consiglio diret­tivo cominciasse a pianificare l'ampliaménto dei compiti che derivavano dalla decisione di vedere nella guerra l'anello terminale del processo risor­gimentale. All'ordine del giorno nella seduta del 22 aprile 1916 si inseriva la discussione sulla proposta che prevedeva la raccolta sistematica del materiale documentario riguardante la partecipazione dei piemontesi al conflitto:
Il Comitato Piemontese della Società Nazionale per la storia del Risorgimento Italiano, traendo occasione dal nobile fervore di ogni terra d'Italia a raccogliere le testimonianze dello spirito che avviva le energie del popolo fatto cosciente delle necessità supreme della quarta guerra di liberazione e delle finalità ideali e materiali ch'essa consacra col suggello del sacrifizio purissimo e della gloria, mentre plaude all'iniziativa già bene avviata dal Municipio di Torino della raccolta delle fotografie dei diversi suoi caduti, fa voti perché la Commissione municipale che presiede al Museo cittadino del Risorgimento, compresa del preciso, improrogabile dovere di continuare le tradizioni del culto patriottico e del favore agli studi che onoran la metropoli subalpina, dia opera a raccogliere con criterio illuminato, imparziale, larghissimo tutti i documenti a stampa, manoscritti o di altra natura che l'ora tumultuosa produce, anche e specialmente quelli che possono parere di scarsa importanza, che perciò appunto l'attimo stesso geloso dei suoi segreti destina a dispersione immediata, irreparabile, i quali invece potranno più tardi offrire all'indagine acuta degli studiosi elementi di valore non immaginato ed inestimabile per ricostruire con fedeltà cronologica, per giudicare secondo giustizia le vicende della nostra regione nel periodo forse più drammatico della vita nazionale, così gravido per tutti di responsabilità davanti ai posteri.43)
A guerra conclusa, il Comitato piemontese fu tra i più solleciti nel ri­pristinare le proprie funzioni operative. Sotto il profilo della propaganda patriottica si segnalano alcuni fascicoli di Piemonte eroico dedicati ai caduti piemontesi nel conflitto e i preparativi per la celebrazione del centenario del 1821; l'attività scientifica ripartiva dal punto in cui era stata interrotta44) e lungo tutto il decennio si concentrò sulla raccolta e pubblicazione di carteg­gi ed epistolari di personaggi quali Alfonso La Marmora, Quintino Sella, Costantino Nigra,45) fino a un volume dedicato ai rapporti tra Piemonte e
Bcttazzi, Quattrino (BSNSR, 1917, n. 2). Su queste tematiche cfr. A. FAVA, Assistenza e propaganda ne/ regime di guerra (1915-1918), in Operai e contadini nella Grande Guerra, a cura, di M. ISNENGHI, Bologna, Cappelli, 1982, pp. 174-212.
) BSNSR, 1916, n. 4.
4-; Cfr. Carteggi e documenti diplomatici dì Emanuele d'Aspglio voi /, a cura di A. COLOMBO Torino, Tipografìa Palatina Bonis e Rossi, 1920; Per l'epistolario di Vittorio Emanuele II (Nel primo centenario della nascita, 1920), a cura di A. COLOMBO, Torino, Stamperia Reale G. B. Paravia, 1920; Dall'archivio di un diplomatico fi Barone M. A. Alessandro Jocteau), a cura di M. A VETTA, Casale, Tipografia Cooperativa Bcllatore, Bosco fi C, 1924.
*5) Cfr. Epistolario inedito di Quintino Sella, a cura di A. SEGRE, A. CORBELLI, G. PRATO, A. COLOMBO, L. COLUNO, II, MADARO, Torino, Chiantore, 1927; Carteggi di Alfonso ha Marmora,