Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Torino. Risorgimento. Storiografia
anno <1997>   pagina <209>
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// Comitato à Torino 1895-1995
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per ricordare il presidente scomparso e per eleggere il nuovo consiglio direttivOi57) Alla presidenza veniva chiamato Cesare Maria de Vecchi di Val Cismon, quadrumviro della marcia su Roma, leader del fascismo torinese, all'epoca ambasciatore presso la Santa Sede.58) Su proposta di Cian, de Vecchi era pure designato quale oratore per commemorare il centenario dell'assunzione al trono di Carlo Alberto:59) la cerimonia, svoltasi il 30 aprile nell'aula senatoria di Palazzo Madama, si inscriveva nel solco dell'attenzione sempre più pronunciata con cui il Comitato e più in generale la storiografia di orientamento sabaudo-fascista guardavano a Carlo Alberto,60) elevato a figura di re precursore e martire, quale appare nei documenti e negli studi più recentemente venuti alla luce, che sfatano la leggenda del suo carattere incerto e dei suoi tentennamenti, purtroppo ancor seguita da storici faciloni e tradizionalisti.61) Contro la nuova leggenda di matrice apologetica, come è noto, si sarebbe scagliata la durissima reazione polemica di Guido Porzio e poi soprattutto di Adolfo Omodeo e Luigi Salvatorelli.6
Sebbene la successione al vertice del Comitato avvenisse all'insegna della continuità con un indirizzo culturale decisamente ispirato a un orien­tamento nazional-dinastico, con venature clericali, l'avvento di una persona­lità spiccata come de Vecchi introduceva alcuni elementi di novità, accele­rando la nuova dislocazione organizzativa e politica del Comitato.
Il quadrumviro, forte dell'ascendente che gli derivava dalla posizione politica in seno al regime e da una rete altolocata di contatti personali, si preoccupò in primo luogo di imprimere una sterzata al lavoro di propa-
57) Rinaudo e Patetta erano eletti vice-presidenti, Corbelli segretario; consiglieri Barba-vara di GraveUona, Buraggi, Cian, Cibrario, Collino, Colombo, Lemmi, Luzio, M. A. Levi, Madaro, Passamonti, Pivano, Raffini, Schiapparelli (IU., 1931, n. 1, pp. 161-163).
58) Cfr. la voce di E. SANTARELLI in Dizionario biografico degli italiani cit., v. 39, Roma, 1991, pp. 522-531; CM. DE VECCHI ra VAL CISMON, Il quadrumviro scomodo. Il vero Mussolini nelle memorie del più monarchico dei fascisti, a cura di L. ROMERSA, Milano, Mursia, 1983. Sul ruolo di de Vecchi nell'affermazione del fascismo a Torino cfr. E. MANA, Origini del fascismo a Torino (1919-1926), in Torino fra liberalismo e fascismo, a cura di U. LEVRA e N. TRANFAG11A, Milano, Angeli, 1987, pp. 237-373.
59) Su richiesta del Comitato, de Vecchi aveva già tenuto la commemorazione di Co­stantino Nigra nei centenario della nascita, riportata in R.7., 1929, n. 3-4, pp. 295-322.
M) La commemorazione di de Vecchi fu inserita come premessa a una voluminosa pubblicazione miscellanea edita dal Comitato (Studi carloalbertim, Torino, 1933).
**) /., 1931, n. 1, p. 163. Il discorso dì de Vecchi fu pubblicato integralmente anche in RJf., 1931, n. 2, pp. 175-206.
t,s) Qualche spunto per una ricostruzione della polemica si trova in N. NADA, Palio Stato assoluto allo Stato tosti intonale. Storia del Regno dì Carlo Alberto dal 1831 al 1848, Torino, Comitato dì l'orino dell'Isti luto per la storia del Risorgimento italiano, 1980, pp. 11-15; A. CASALI, Storia italiani fra te due guerre. La Nuova "Rivista Storica (1917-1943), Napoli, Guida, 1980, pp. 185-187; G. TURI, Il fascismo e il consenso degù' intellettuali, Bologna, Il Mulino, 1980, pp. 296-298.