Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Torino. Risorgimento. Storiografia
anno <1997>   pagina <217>
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II Comitato di Torino 1895-1995
217
Esaltazione della dinastia sabauda, insistenza sulla tradizione guerriera del Piemonte, potenza e autorità dello Stato come anello di congiunzione tra le glorie della Roma imperiale e la nuova dimensione imperial-mediterranea dell'Italia fascista: il senso della struttura complessiva del Museo, che in questo primo riordinamento si fermava al 1848, era svelato sin dalla prima sala, che doveva costituire ad un tempo la sintesi ideale del Museo, dal 1706 all'Impero, e il vestibolo del Museo stesso:
Quanto tu dirai al riguardo sarà fatto. Questa soletta colpirà il visitatore per il suo aspetto guerriero: abbiamo preso i calchi dei cannoni della Cittadella - 16 calchi, che appaiati in 8 coppie, formeranno delle caratteristiche colonne che divideranno in spazi uguali e simmetrici le pareti grandi della sala. Sopra le colonne splenderanno gli stendardi e gli stemmi delle epoche rispettive. Negli spazi troveranno posto le carte in marmi di diverso colore degli accrescimenti territoriali dal 1713 a oggi. Le carte sono quattro. 1713 - 1870 - 1918 - 1936. [...]
A questa sala si accede da una saletta d'ingresso che dà sul pianerottolo. Que­sta saletta sarà drappeggiata con velluto e vi campeggeranno sole le figure di S.M. il Re e del Duce.89)
Anche la sala dedicata al periodo napoleonico era modellata in modo da dimostrare che gli italiani hanno affermato come prima, come dopo in tutte le battaglie alle quali presero parte, il loro eccezionale valore. Si stabilisce quindi, anche attraverso questo periodo, la continuità del valore guerriero degli italiani come fiumana di vita che dal 1706 fluisce attraverso i decenni e i secoli senza subire interruzioni o perturbamenti di politiche contingenze, fiumana che arriva, carica di potenza e di destino, alla grande guerra, alle battaglie per l'Impero e che ancora continua ove Iddio vuole.90)
Inoltrandosi nel XDC secolo, il Museo dava spazio agli eventi più si­gnificativi del periodo, dalla Restaurazione ai moti del 1821, dai tentativi mazziniani alle Cinque giornate di Milano. Ma la continuità con la struttura delle sale settecentesche era assicurata dal ruolo preponderante assegnato a Cario Alberto, che nel progetto presentato da Bardanzellu occupava ben quattro sale: la prima, più suggestiva e artistica, con una grande statua in marmo del re collocata al centro, avrebbe offerto una visione d'insieme, una sintesi di esaltazione del Re quale legislatore, riformatore e guerriero. Le altre, più ricche di materiale dimostrativo e pur esso suggestivo, erano destinate a illustrare le singole fasi del regno, dalle riforme in politica inter­na al rilancio dell'ideale unitario in politica estera.91)
W) Lettera di Bardanzellu a de Vecchi, 30 luglio 1938 (ADEV, fase Musco nazionale del Risorgimento italiano di Torino), fl corsivo è mio.
*9 Lettera di Bardanzellu a de Vecchi, 3 luglio 1938, ivi.
**) Lettera di Bardanzellu a de Vecchi, 30 luglio 1938* ivi.