Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Torino. Risorgimento. Storiografia
anno <1997>   pagina <218>
immagine non disponibile

Massimo Baioni
Il rapido succedersi degli eventi non permise al disegno devecchiano di dispiegarsi nella sua compiutezza.
Nel 1938, l'introduzione dei provvedimenti sulla razza provocarono l'estromissione di Adolfo Colombo dalla direzione del Museo, dopo armi di lavoro dedicati alla valorizzazione delle raccolte ivi conservate e alla fioritura dello stesso Comitato.92) Il successore, con l'assenso di de Vecchi, venne individuato nel giovane Luigi Bulferetti, allievo di Gioele Solari, all'epoca comandato presso la Scuola di storia moderna e contemporanea diretta da Volpe93) e attivo collaboratore della Rassegna storica del Risorgimento e di altre riviste storiche.94)
Bulferetti entrò in servizio come direttore culturale del Museo nel marzo 1939, carica alla quale abbinava quella di segretario del Comitato torinese.95) Toccò a lui gestire gran parte dell'attività negli anni difficili della guerra, quando il Comitato fu impegnato a realizzare due obiettivi ambiziosi: uno più immediato, ossia il completamento delle sale del Museo per gli anni post-I 849, che prevedeva una dilatazione fino al 1922 funzionale alla pre­sentazione del fascismo come suggello e integrazione degli ideali risorgi­mentali; l'altro cadenzato invece su tempi più lunghi, vale a dire l'organiz­zazione della celebrazione del centenario del 1848, fissata a Torino per volere di Mussolini.9)
Ma i rovesci militari, la crisi progressiva del fronte intemo, che nel caso di Torino fu accentuata dalle conseguenze dei molti e pesanti bombarda-
925 Colombo mori poco tempo dopo, il 7 loglio 1941; cfr. il ricordo, con elenco degli scritti, in RSR, 1941, n. 5, pp. 753-756.
*3) Bardanzellu a de Vecchi, 24 dicembre 1938, de Vecchi a Bardanzellu, 27 dicembre 1938, Bardanzellu a de Vecchi, 24 gennaio 1939 (ADEV, fase Museo nazionale del Risorgimento italiano di Torino), In quest'ultima lettera, Bardanzellu riportava alcune riserve avanzate da Gian riguardo alle posizioni del padre di Bulferetti, che il Cian mi dichiara sia stato e sia ancora un tenacissimo crociano. Egli ha per il padre Bulferetti una acutissima antipatia che desidera Ti sia resa nota, come ora faccio, ma anche lui ha convenuto che questo non sarebbe motivo sufficiente per scartare il figlio il quale è assolutamente in ordine dal punto di vista politico ed è culturalmente allevato alla scuola di Volpe e di Ercole, come mi sembra già intonato con la Tua scuola e con la Tua dottrina. Sarà comunque mio dovere di seguirlo e di sorvegliarlo.
w> Oltre a una fitta opera di recensore, Bulferetti si segnalò in quégli anni con due volumi* Orientamenti delta politica estera sabauda dal 1814 al 1819 (Roma, Vittoriano, 1942) e Antonio Rosmini nella Restauratone (Firenze, Le Monnier, 1942).
95} Nel J939 la Consulta del Comitato era composta da: Giorgio Bardanzellu (presidente); Silvio Pivano (vice-presidente); Luigi Madaro (segretario); consultori erano Cado Antonio Àvenati, Gian Cario Buraggi, Vittorio Cian, Carlo Lagomaggiore, Alessandro Orsi e il segretario del Gufi cfr. RSR, 1939, n. 5, pp. 656-657.
Mj Cfr. appunti di Bulferetti sul programma per il 1942, in cui si legge che nel Museo troverà luogo la documentazione del Risorgimento non solo spirituale, culturale, politico, militare, ma anche economico e produttivo (ACT, Carteggi 1940-44); inoltre RSR, 1942, n. 1, p. 151 e n. 3, pp. 454-455.