Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Torino. Risorgimento. Storiografia
anno <1997>   pagina <220>
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Massimo Baioni
guerra, la Rassegna storica del Risorgimento ricordava gli ufficiali che vi sono stati nascosti,, i perseguitati che ne hanno avuto sussidi, i minacciati d'arresto che sono stari avvertiti in tempo del pericolo, i partigiani che vi hanno depositato armi o vi si sono dati convegno, i Comitati militari che vi hanno occultato vessilli, i suoi impiegati che hanno rischiato tutti serena­mente vita e liberta senza per questo sentirsi in alcun modo autorizzati ad accampare titoli o a rivendicare benemerenze, paghi soltanto d'aver fatto il proprio dovere d'Italiani.100)
Una situazione analoga si era verificata a Torino, dove la guerra, pro­trattasi fino all'aprile 1945, impose scelte e strategie di lotta ben più radicali di quanto non fosse avvenuto nelle regioni del paese liberate un anno prima. Tramite Bulferetti, che aveva aderito alla Resistenza fino a diventare nell'inverno 1944 commissario politico nelle file di Giustizia e Libertà, il Museo del Risorgimento di Torino fu costantemente utilizzato dai partigiani come base per incontri clandestini e come deposito di armi e di materiale propagandistico,101)
Dalla ripresa del dopoguerra agli anni Sessanta. La presidenza Bulferetti
All'indomani della liberazione Franco Antonicelli, nella veste di presi­dente del Comitato di liberazione nazionale regionale,102) nominava Bulfe­retti commissario straordinario per il Piemonte dell'Istituto per la storia del Risorgimento e della Consulta torinese.
L'incarico gli veniva poi confermato da Gaetano De Sanctis il cele­bre antichista che nel 1931 aveva rifiutato di prestare giuramento al fasci­smo , il quale a sua volta nell'ottobre 1944 era stato nominato commissa­rio nazionale dell'Istituto e della Giunta centrale per gli studi storici. Nelle intenzioni di De Sanctis (e di Ghisalberti, che conservava il ruolo di segre­tario generale e di redattore responsabile della Rassegna storica del Risorgimento) i cardini su cui avrebbe dovuto reggersi l'Istituto, in attesa del nuovo statuto, andavano individuati nella conservazione del suo carattere scienti-
1W RSR, 1944-46, numero unico, p. 260.
10,J Cfr. Relazione di BuJfcretti del 4 luglio 1945 al Comando militare regionale pie­montese di Torino, con cui veniva chiesto il riconoscimento aJ Musco del Risorgimento della qualifica di collaboratore benemerito nella lotta di liberazione (ÀGT, Carteggi 1945-1949).
102} Per un inquadramento della figura di Antonicelli letterato e uomo di cultura cfr. Scritti di Bobbio, rubini, Galante Garrone, Quagga, Sapegno sii Anfaniceli a cura del Centro Studi Piero Gobetti, Torino, 1975; N- BOBBIO, Trent'anni di storia delta cultura a Torino (1920-1950), Torino, 1977, pp. 60-63; inoltre la voce biografica in Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza, v. 1, Milano, La Pietra, 1968, pp. 99-100.