Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Torino. Risorgimento. Storiografia
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1997
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pagina
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223
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11 Comitato di Torino 1895-1995 223
Cesare Roddi (segretario della Prefettura), Franco Antonicelli (Commissario del Museo nazionale del Risorgimento), Francesco Cognasso (professore nell'Università di Torino), Giancarlo Buraggi (Soprintendente per gli archivi del Piemonte), Luigi Pareyson (rappresentante del Provveditorato agli studi), Sebastiano Abrate (rappresentante della Città di Torino), Romolo Quazza (rappresentante dell'Università), Gioele Solari (rappresentante dell'Accademia delle Scienze), Marina Bersano Begey (rappresentante della Soprintendenza bibliografica per il Piemonte).
Nomi nuovi, protagonisti dell'antifascismo locale come Antonicelli e Pieri, si collocavano al fianco di personaggi la cui militanza nel Comitato era più antica e ai quali ci si rivolgeva come rappresentanti della storiografia sul Risorgimento (Cognasso) ovvero come esponenti delle principali istituzioni culturali locali (Buraggi).
D'altronde, era impensabile che il Comitato potesse rinascere recidendo alla base il legame con quell'area culturale e storiografica che aveva solide radici nel milieu della tradizione monarchica m) e che conservava posizioni di prestigio in seno alle istituzioni culturali della città. Ciò non impedì peraltro che ravvicinarsi del centenario del 1848, una scadenza celebrativa cruciale per Torino, sollevasse polemiche a distanza e desse origine a manifestazioni che recuperavano una memoria storica non collimante. All'interno del Comitato, l'intreccio tra l'attività culturale e le vicende politiche del paese, che si snodava lungo le tappe ravvicinate del referendum istituzionale, dell'Assemblea costituente e dell'evoluzione politica conclusasi con le elezioni del 18 aprile 1948, fu molto stretto e particolarmente sentito tra coloro che, come Bulferetti, sembravano propensi in quegli anni a trasferire negli studi sul Risorgimento e nell'assetto organizzativo la ventata di rinnovamento legata all'esperienza resistenziale.113)
La corrispondenza epistolare tra Bulferetti a Ghisalberti è ricca di accenni al dualismo torinese: Bulferetti scriveva per esempio che le iniziative del Comitato vanno avanti nonostante le opposizioni e le insidie di una fazione (capeggiata dal Viale nel campo storico) che vuole imitare i Borboni dopo il '60 o i temporalisti dopo il '70:
Simile atteggiamento non riesce nuovo agli storici e quindi lo comprendiamo e lo perdoniamo; ma purtroppo reca gravi danni: il Comitato coordinatore (che include lo stesso Viale) vuol bandire un concorso per uno studio critico su fatti o persone del triennio, ed ecco la fazione bandire un concorso d'argomento sabaudo
t<2> Per osservazioni interessanti sulla sedimentazione di questa tradizione cfr. M. GjOVANA, Dalla parte del re. Conservatone, premon/esi/à e sabwdìsmo- nel voto referendario del 2 giugno 1946, Milano, Angeli 1996.
3) Cfr. lettera di Bulferetti a Sccvola, 12 novembre 1946: Vittoria! Ne sono confortato nella dura battaglia che sto conducendo per poter assicurare praticamente ai partito, o, almeno, all'elemento progressista, l'organizzazione delle celebrazioni quarantottesche; per fortuna ho l'appoggio di Ncgarvillc e Antonicelli mi asseconda (AGI*, Carteggi 1945-1949).