Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Torino. Risorgimento. Storiografia
anno <1997>   pagina <224>
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Massimo Baioni
(per nulla escluso dal nostro); il Comitato allestisce i quattro volumi (a parte la miscellanea, gli altri sono dedicati a relazioni di diplomatici che pur erano sabaudi, se così piace chiamarli) e la fazione organizza un volume sulla Torino sabauda (in senso specifico); l'Istituto cerca di aumentare il numero dei soci e componenti la fazione si dimettono perché la Costituente ha approvato la forma repubblicana dello Stato.114)
I commenti e le osservazioni di Ghisalberti, al di là delle differenze personali con rinterlocutore, sono anch'essi significativi dell'ottica con cui a Roma e a Torino, cioè in due città che avevano vissuto in modo molto diverso gli ultimi anni della guerra, si poteva guardare alla ripresa degli studi storici sul Risorgimento e alle forme con cui veicolarne l'efficacia. Laddove Bulferetti scalpitava per contrastare la controffensiva monarchico-moderata, Ghisalberti invitava alla prudenza e all'equilibrio, stigmatizzando le forzature politiche che a suo parere rischiavano di intaccare la dimensione scientifica e neutrale del lavoro storiografico:
Quanto alle polemiche torinesi sulle celebrazioni del '48, cercate di non por­tarle troppo per le lunghe. L'una e l'altra parte in contrasto si rendano conto che, in fondo, hanno ragione tutte e due. Non dimenticate la monarchia, perché oggi siamo in repubblica, non dimenticate quel tanto che c'è stato di movimento sociale, a patto che ci si ricordi che il prevalente carattere dei moti del '48 fu tipicamente politico e nazionale. Rivedere la storia sta bene, ma e sia detto per tutti stiamo attenti a non esagerare nell'uno e nell'altro campo.115)
Rientrava in questo quadro anche la fermezza con cui De Sanctis e Ghisalberti reagirono alla proposta di Bulferetti volta a includere la Resi­stenza entro l'ambito cronologico di competenza dell'Istituto: al timore di a contaminazioni e di travisamenti116) di natura politica, che portava l'Isti­tuto a rinunciare a qualsiasi contatto con quanto potesse apparire filiazione di intendimenti non rigorosamente scientifici (è il caso per esempio delle iniziative sul Risorgimento promosse dal Fronte della Gioventù),117) si univa
*> Bulferetti a De Sanctis, 5 febbraio 1948 (AISR, Comitato di Torino, fase. 1948-1973).
f Ghisalberti a Bulferetti, 16 dicembre 1947; dello stesso tenore le lettere di Ghisal­berti a Bulferetti del 30 ottobre 1946, 13 novembre 1947, 13 e 25 febbraio 1948 (ACT, Carteggi 1945-1949).
W Ghisalberti a Bulferetti, 28 febbraio 1947 (ita).
,,7> Ghisalberti a Bulferetti, 2 giugno 1947 (ivi). Il 21 giugno 1947, nell'ambito della giornata della cultura promossa dal Fronte della Gioventù, si era svolto un ampio dibattito sull'insegnamento della storia del Risorgimento (con relazione di Carlo Morandi), al termine del. quale era stata approvata una mozione che dava mandato alla direzione del Kd.G, di promuovere convegni regionali e nazionali, con l'obiettivo di aprire un profondo rinnova­mento dell'insegnamento della Storia moderna e contemporanea nelle scuole. La mozione