Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Torino. Risorgimento. Storiografia
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1997
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Il Comitato di Torino 1895-1995
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l'intento di salvaguardare la storia del Risorgimento come disciplina autonoma dalla storia contemporanea, sulla scia del dibattito che già all'inizio degli anni '40 aveva coinvolto molti autorevoli studiosi.118)
Ma tornando alla situazione torinese, nel settembre 1948, dopo aver sottolineato la difficilissima situazione locale (crisi delle industrie, pochissima volontà di collaborazione nell'elemento abbiente-conservatore verso ramministrazione social-comunista, scarsa intelligenza dei problemi storico-culturali da parte di questa),119) Bulferetti poteva annotare con una punta di soddisfazione il numero delle manifestazioni che il Comitato era stato in grado di organizzare o di appoggiare: dalle conferenze e rievocazioni varie del '48 alla Mostra storica del centenario, con l'apertura al Museo del Risorgimento di nuove sale sul periodo 1847-1850 e con uno spazio importante dedicato a materie economico-industriali; un discreto successo avevano riscosso pure la mostra sul contributo italiano alla guerra di liberazione, la mostra del francobollo e il congresso della Società italiana per le tradizioni popolari, con una sezione dedicata al popolo nel Risorgimento.
L'iniziativa di maggior rilievo, che confermava la piena ripresa del Comitato dopo la pausa forzata del conflitto e dell'immediato dopoguerra, atteneva però al versante scientifico. Una Commissione formata da Piero Pieri, Giancarlo Buraggi e Romolo Quazza fu incaricata di stilare un piano di pubblicazioni scientifiche in occasione del centenario del 1848-49.12) Il progetto prevedeva la preparazione di tre importanti volumi di carteggi diplomatici: curati rispettivamente da Carlo Pischedda, Carlo Baudi di Vesme e Guido Quazza, essi avrebbero dovuto illustrare i rapporti diplomatici del regno di Sardegna con il Granducato di Toscana, lo Stato pontificio e il regno delle Due Sicilie. Un programma che Ghisalberti non esitò a definire tra i migliori che mi sono giunti. Io sono per le cose serie e il vostro programma è proprio di queste. Tre volumi di corrispondenze
accennava alla necessità di una revisione dei programmi scolastici tale che non vincoli l'insegnamento ad interpretazioni prestabilite e dettate dall'alto, auspicava la pubblicazione di un libro di testo affidato a studiosi di sicuro valore, che serva come primo strumento di orientamento per insegnanti ed alunni, per una interpretazione più moderna ed aperta della Storia del nostro Paese (la mozione è allegata a una lettera di Bertelli, della direzione generale del Fronte della Gioventù, a Bulferetti, 4 agosto 1947, ivi).
18) La prego di non insistere per lo spostamento del terminus ad quem. E inutile risollevare vecchie polemiche. Questa nostra povera storia del Risorgimento è talmente malvista dagli studiosi, che è un miracolo se riusciamo a tenerla in piedi ; Ghisalberti a Bulferetti, 26 novembre 1945 (ivi). Sul dibattito degli anni precedenti, al quale avevano partecipato tra gli altri Niccolò Rodolico, Antonio Monti, Francesco Cognasso, Raffaello Morghcn, cfr. almeno l'intervento di A. M. GHISALBERTI, Addio, mia beila, addio! ovvero Sassi in piccionaia, in RSR, 1941, pp. 863-872.
,,9> Bulferetti a De Sanctis, 6 settembre 1948 (AISR, Comitato di Torino, fase. 1948-1973).
> 10 febbraio 1947 (ACT, Carteggi 1945-1949).