Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Torino. Risorgimento. Storiografia
anno <1997>   pagina <229>
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Il Comitato di Torino 1895-1995
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A eccezione del volume di storia demografica, la serie si articolava in­torno a una medesima cornice temporale: vale a dire il trentennio 1831-1861, un periodo bene definito sul piano politico grazie alPaffermazione della monarchia amministrativa e poi costituzionale, del movimento mode­rato e liberale, e il prevalere della borghesia sul compromesso feudale-borghese , e che sul piano economico coincideva con l'introduzione e quindi il trionfo del liberismo e cogli inizi del rinnovamento tecnico provocato dall'uso dell'energia prodotta per lo più col carbon fossile. In sostanza, lo scopo comune era quello di illustrare le prime concrete manife­stazioni del risorgimento scientifico e tecnico, sociale ed economico con­temporaneo a quello politico, partendo dal presupposto metodologico che l'analisi economico-sociale è l'analisi non tanto di valori ideali, quanto di strutture concrete delle quali è elemento importantissimo la tecnica in quanto metodo effettivamente adottato.135)
I cinque volumi usciti tra il 1963 e il 1967 rappresentavano pertanto il proseguimento naturale di un progetto editoriale la cui omogeneità era definita dalle linee storiografiche presenti nei libri sopra citati: oltre alla ricerca di Mario Loria su Camillo Cavour e l'industria chimica dei concimi (1964), gli importanti lavori prodotti da Bulferetti e Luraghi vanno considerati come capitoli in successione di un medesimo argomento Agricoltura, industria e commercio in Piemonte , esplorato lungo un arco temporale che dal XVIII secolo si conclude con la proclamazione dell'Unità.13
I verbali delle adunanze del Comitato, se rispecchiano questa attenzio­ne pressoché esclusiva per l'impegno scientifico, segnalano pure col passare degli anni una progressiva stanchezza operativa. Il numero dei soci si attestava intorno al centinaio, tornando così al livello di inizio secolo. Esaurita l'ondata di entusiasmo e di fervore celebrativo connessa al centena­rio dell'Unità, rattività divulgativa del Comitato sembrava ridursi a compiti di ordinaria amrninìstrazione, quasi che con la ricorrenza fosse venuta meno la sua principale ragion d'essere. Lo stesso Bulferetti cominciava ad avver­tire il peso di un lavoro condotto a gran ritmo per quasi vent'anni: nei fatti la sua presidenza sarebbe continuata ininterrottamente fino al 1974, ma sin dal 1963 egli annunciava l'intenzione di lasciare la carica.137)
A monte del ripiegamento di Bulferetti non doveva essere estraneo il sentimento di delusione provocato dalla sua estromissione dal Consiglio
m ivi, pp. vn-ix.
i36J L. BULFERETO, Agricoltura, industria e commercio in Piemonte nel secolo XVUI (1963); I* BULFERETTI - R. LURAGHT, Agricoltura, industria e commercio in Piemonte dal 1790 al 1814 (1966); L. BULFERETTJ - R. LUBAGHL, Agricoltura, industria e commercio in Piemonte dal 1814 al 1848 (1966); R. LURAGHI, Agricoltura, industria e commercio in Piemonte dal 1848 al 1861 (1967).
"7> Cfr. lettera a Ghisalberti, 1 novembre 1963 (A1SR, Comitato di dorino, fase. 1948-1973); inoltre verbale riunione del Consiglio direttivo, 15 febbraio 1967 (ÀCT, fase. Verbali delle sedute del Comitato).