Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Torino. Risorgimento. Storiografia
anno <1997>   pagina <230>
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Massimo Baioni
direttivo del Museo del Risorgimento che, dopo il lungo commissariamento di Antonicelli conclusosi con i festeggiamenti del 1961, aveva rinnovato le proprie file, cercando di liberarsi dalla tutela-sorveglianza del Comitato.
In effetti, intorno al controllo del Museo (riaperto solamente nel 1964, a causa dei molti lavori di restauro resisi necessari in seguito alla mostra dei centenario) scorgiamo i segnali di uno scontro, dai toni anche molto aspri, tra l'anima progressista e l'anima moderata del risorgimentalismo torine­se, che le celebrazioni del 1961 avevano portato a una temporanea convi­venza: la tregua si reggeva però su equilibri alquanto precari, in un clima politico-culturale acceso (era ancora fresca l'eco della vicenda Tambroni), nel quale si stava facendo strada il recupero della memoria e dei valori resistenziali, come dimostra il fortunato ciclo di lezioni e testimonianze tenuto a Torino nel 1960.13l9 Da parte di Bulferetti e di esponenti della cultura antifascista come Garosci e Antonicelli era evidente il tentativo di conservare una posizione di forza in seno al consiglio del Museo: si spiegano così le pressioni esercitate sulla Consulta centrale dell'Istituto per la storia del Risorgimento affinché le due nomine che le spettavano ai sensi del nuovo Statuto del Museo, approvato nel marzo 1958, andassero nel senso desiderato.139)
Nel settembre 1962 l'Istituto nominava quali suoi rappresentanti il ge­nerale Luigi Mondini e Piero Pieri, il quale veniva poi eletto presidente del Consiglio direttivo del Museo: ma fu soprattutto sulla scelta del quinto membro da cooptare nel Consiglio (gli altri componenti erano Maria Tet­tamanzi, assessore all'Istruzione del Comune di Torino, e Giuseppe Lam­berto, consigliere comunale socialista) che il livello di tensione raggiunse l'apice. La candidatura di Antonicelli avanzata da Lamberto venne lasciata cadere dagli altri consiglieri, Pieri compreso, i quali ritennero necessario lanciare un segnale di rinnovamento (la gestione commissariale di Antoni-celli si era protratta per 17 anni) e indicare una persona che potesse seguire da vicino e continuativamente il piano di rinnovamento del Museo.
La decisione di cooptare Francesco Cognasso (con l'astensione del solo Lamberto), lo storico e direttore della Deputazione subalpina di storia patria, già vice-presidente della Mostra del 1961, sanciva la prevalenza del fronte moderato (con inclinazioni monarchiche) in seno al Museo: da quel momento, e per alcuni anni, si aprì un logorante contenzioso con lo schie-
**) Trentanni (ti storia italiana (1915-1945). Lettoni con testimonianze presentate da Franco Antonicelli, Torino, Einaudi, 1961.
l> Cftv, tra le molte lettere al riguardo, quella di Bulferetti a Ghisalberti del 30 mar/o 1962, nella quale si accennava alle reazioni a catena che sarebbero potute scaturire dalla eventuale esclusione di Antonicelli (AISR, pos. 4, Museo di Torino, Palazzo Carignano, fase. Rappresentanti dell'Istituto - Bulferetti Luigi).