Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Torino. Risorgimento. Storiografia
anno <1997>   pagina <231>
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// Comitato di Torino 1895-1995 231
ramento del Comitato capeggiato da Bulferetti,1 * che si riteneva ingiusta­mente penalizzato dall'esito della vicenda e non esitava a denunciare con articoli sulla stampa la virata a destra di tutta l'operazione.141)
Dagli anni Settanta a ogù lue presidente Nada e Levra
A cavallo del decennio, l'illanguidimento operativo del Comitato co­minciava ad assumere contorni preoccupanti: il vuoto di iniziative editoriali tra 1969 e 1974 ne era il sintomo più appariscente. Nel 1974, la decisione di procedere alla nomina di un nuovo presidente appariva dunque inevita­bile, dal momento che Bulferetti, docente di Storia moderna all'Università di Genova e trasferitosi ormai definitivamente nel capoluogo ligure, non poteva più dedicare al Comitato (venuti meno gli stimoli di un tempo e incrinatosi il rapporto con l'ambiente torinese) il tempo che esso richie­deva.142)
Nell'accomiatarsi dai soci in vista del rinnovo del Consiglio direttivo, Bulferetti tracciava anche una sorta di bilancio del lavoro espletato dal Comitato durante la sua guida trentennale:
Sono passati ormai trenfanni da quando, ancora nel periodo clandestino, mi fu affidato l'incarico di predisporre in Piemonte il risorgere del nostro Istituto. Con l'aiuto generoso e disinteressato di vari consoci in breve tempo, dopo la liberazione, il Comitato di Torino riprese la sua attività, seguito presto da altri Comitali Provin­ciali Ci dedicammo soprattutto ad iniziative scientifiche, rese pubbliche attraverso la stampa, le quali, con quelle di altra natura culturale, trovavano la loro più ovvia sede presso il Museo Nazionale del Risorgimento (alla cui ricostruzione consa­crammo, durante il Commissariato di Franco Antonicelli, non poche energìe), sicché nel 1948 furono possibili le prime manifestazioni locali, seguite poi da quelle nazionali (e con largo concorso di stranieri) del 1956 e del 1961. Una lunga serie di
140) Nel 1963 il consiglio del Comitato era composto da Bulferetti, Giorgio Agosti, Paolo Senni, Antonicelli, Garosa, Arrigo Olivetti e dallo stesso Pieri, il cui nome non compare più dal 1965; MB, 1964, n. 1, p. 177.
W) io una lettera-relazione a Ghisalberti sulla situazione del Museo, Pieri ricordava che Bulferetti, Antonicelli e Piccioni avevano accolto con offesa la mancata riconferma e che la sua decisione di votare a favore della cooptazione di Cognasso aveva accentuato il malumore degli interlocutori: Come sai, sobillarono anche il Circolo della Resistenza, il quale minacciò mari e monti, se fosse stato fatto Presidente del Consiglio Direttivo il Cognasso, o anche il Gen. Mondini, due monarchici, che avrebbero ridotto il Museo a un'iconografia di Casa Savoia! E solo ammisero che Presidente fossi io, mazziniano, resi­stente, ecc. (15 maggio 1963, AISR, pos. 4, Museo di Torino, Palazzo Carignano, fase, Rappresentanti dell'Istituto - Pieri Piero).
W3 Cfr. la lettera a Ghisalberti del 5 giugno 1974, in cui Bulferetti ammetteva che oramai da parecchio tempo stava rivestendo una presidenza solo formale. Cfr. anche lettera di Narciso Nada a Ghisalberti, 19 giugno 1974 (AISR, Comitato di Torino, fase 1974-199