Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Torino. Risorgimento. Storiografia
anno <1997>   pagina <235>
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// Comitato di Torino 1895-1995 235
lità intellettuali di giovani neo-laureati, bravi e motivati agli studi storici, i quali non hanno però alcuna possibilità di sbocchi professionali in quella direzione e non sono quindi incentivati a completare le ricerche magari già brillantemente iniziate e realizzate nella tesi di laurea. H premio in questio­ne, oltre a consentire la valorizzazione delle ricerche più promettenti e il loro completamento, avrebbe avuto anche un effetto di stimolo agli srudi sull'età risorgimentale, in un ambito geografico il quale per tradizione del Comitato, per caratteristiche della Collana, oltre che per ovvie ragioni di localizzazione non potrebbe che essere piemontese.153)
Il 29 maggio 1989, con una cerimonia ufficiale svoltasi nel salone delle conferenze del Museo del Risorgimento, presente Emilia Morelli in qualità di presidente nazionale dell'Istituto, veniva inaugurata la nuova sede del Comitato a Palazzo Carignano, rimessa a nuovo dopo ampi lavori di ri­strutturazione.154) Nell'occasione era presentato il volume di Levra, Ualtro volto di Torino risorgimentale. 1814-1848, il primo degli otto volumi di cui la collana scientifica, anch'essa rinnovata nella veste editoriale, si è arricchita nell'ultimo decennio.
Si tratta nel complesso di opere che, nel sondare terreni poco esplorati della storia piemontese ottocentesca mediante uno scavo archivistico capilla­re, recepiscono e utilizzano criticamente le acquisizioni e le suggestioni metodologiche emerse nella storiografia italiana e straniera negli ultimi anni.
Tra le ricerche di maggiore respiro e spessore scientifico, che hanno avuto un'ampia eco nel dibattito storiografico, spiccano (a mio parere) la voluminosa biografia di Sella scritta da Guido Quazza L,'utopia di Quintino Sella, ha politica della scienza (1992) e un secondo libro di Levra, Fare gli italiani Memoria e celebratone del Risorgimento (1992). La prima è una ricostru­zione magistrale della personalità poliedrica di Sella, inquadrata essenzial­mente alla luce della documentazione epistolare che l'autore riesce a padro­neggiare grazie alla trentennale consuetudine con essa.155) Il saggio di Levra sviscera invece i passaggi nodali del mito risorgimentale elaborato nei primi decenni postumi tari, che viene osservato nella sua duplice funzione di strumento autolegittimante del potere e di veicolo di pedagogia politica, dapprima in chiave rigorosamente dinastica, quindi nella visione nazional­popolare e conciliatorista patrocinata da Crispi.
Decisamente innovative sono anche le tre ricerche finora portate a compimento grazie al premio introdotto nel 1989, che ha così fornito al Comitato riscontri immediati sul piano dell'immagine pubblica e ne ha
53) Cfr. verbale seduta del Consiglio direttivo, 8 marzo 1988 (/); RJ"R, 1991, n. 2, p. 279,
W RSR, 1989, ài 3, pp. 420-421.
,s5> Cfr. Epistolario ài Quintino Sella, 3 v., G. e M. QUAZZA (a cura di), Roma, Istituto per la storia del Risorgimento italiano, 1980-1991.