Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Abruzzo. Secolo XX
anno <1997>   pagina <239>
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TRA NOTABILATO PROVINCIALE E RIFORMISMO
TECNOCRATICO IN ETÀ GIOLITTTANA: FRANCESCO TEDESCO DEPUTATO DI ORTONA
1904-1921
Aveva giusto vent'anni Carlo Altobelli quando, all'indomani della ri­voluzione parlamentare, nel 1877, si trasferiva definitivamente dalla nativa S. Vito, sul litorale chietino dell'Abruzzo, nella Napoli dove aveva studiato e dove in pochi anni avrebbe acquistato gran nome di avvocato e protago­nista del bel mondo, ed in genere della vita pubblica e sociale, fino al ruolo di punta ricoperto in occasione del colera del 1884 ed all'ingresso in consi­glio comunale, quattro anni più tardi.
S. Vito era il più meridionale fra i centri costieri del collegio politico uninominale di Ortona, seguito a nord appunto dal capoluogo, poi da Francavilla e da Pescara, sulla riva della foce del fiume omonimo, tutta una zona investita e dinamizzata in vario modo dalla ferrovia adriatica del 1863 che, se a Pescara aveva contribuito a determinare la fine della vecchia fortezza e l'inizio di un faticosissimo processo di espansione urbanistica e di uno più brillante e nervoso di crescita imprenditoriale e commerciale *) ad Ortona, da sempre l'unico porto naturale del litorale abruzzese, aveva suggerito il decreto 6 agosto 1864 per l'istituzione di una scuola nautica, da impiantare negli antichi edifici ecclesiastici, i Domenicani o il seminario vescovile, e più tardi, a fine 1871, un vero e proprio progetto Serra-Rapaccioli per il porto, seguito nell'ottobre 1872 dall'insediamento di una commissione provinciale di studio, nel febbraio 1873 dalla ratifica del consiglio superiore dei lavori pubblici per un porto mercantile con riferi­mento alla ferrovia Pescara-Roma già in costruzione, ed infine dallo stan­ziamento di un milione per l'inizio dei lavori, poca cosa rispetto ai tre
*) Si veda quanto ne dico, anche in merito all'importante funzione programmatrice espletata nei primi anni ottanta su entrambe le sponde del fiume dall'architetto Tito Altobel­li, fratello di Cado, in Pescara 1860-1960 volume edito nel 1981 da quell'amministrazione provinciale e perciò fuori commercio e non facilmente accessibile agli studiosi se non per auspicabile omaggio.