Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Abruzzo. Secolo XX
anno <1997>   pagina <243>
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F. Tedesca deputato di Ottona 243
candidato naturale dinanzi al forestiero Vincenzo Riccio, che il governo presentava sgraziatamente quale proprio candidato.
Altobelli, escluso dal ballottaggio, ebbe il buon gusto e l'accortezza di far votare i suoi elettori pescaresi per Masci, sicché quest'ultimo risultò eletto contro la corruzione aperta e segreta da una coalizione di vecchi e nuovi amici che avevano combattuto a viso aperto, e tra i quali si anno­verava anche il piccolo e vivace gruppo socialista di Pescara, che con Giu­seppe D'Angelo si sarebbe fatto conoscere sulle pagine di Critica Sociale*) per ripetere le parole di ringraziamento di Masci, culminate in un banchetto e in un brindisi nei quali, accanto all'inevitabile Michetti, e ad Ettore Croce, che reca il saluto di una frazione importante dell'anarcosindacalismo abruz­zese e meridionale, che ritroveremo spesso, un altro geniale pittore, Basilio Cascella, inneggia al Trionfo della morte ed a D'Annunzio che in Altobelli, vale la pena di ricordarlo, aveva trovato l'amico e il difensore nello scabroso affare Gravina.
E Pescara, infatti, che diventa senza confronto in questi anni la prota­gonista della situazione all'interno del collegio di Ortona col piano regolato­re, il problema ferroviario e soprattutto la libertà di circolazione bancaria a livello locale, temi sui quali si combattono le due battaglie elettorali del 1897, quella del marzo, in cui Altobelli è battuto di misura da Masci, nono­stante l'impressionante plebiscito pescarese in suo favore (a cui gli Auriti oppongono quello di Guardiagrele), l'altra di agosto nella quale, annullata l'elezione Masci, è Gabriele D'Annunzio a prevalere, non il poeta di fama europea, s'intende, ma l'erede di una delle più grosse posizioni notabilati della zona, che gli vale il rinnovato plebiscito di Guardiagrele, il compatta­mento di Ortona intorno ad amici e parenti e clienti della famiglia materna De Benedictis, e persino una risicatissima maggioranza a Pescara, con l'agitate i fantasmi degli insediamenti militari e del porto canale dinanzi alla speculazione urbanistica e bancaria fine a sé stessa degli altobellisti di ferro.
Nasce così per la prima volta, patrocinato dal poeta e da di Rudinì, un vero e proprio partito dell'ordine, a cui Altobelli contrappone più o meno propagandisticamente la difesa in tribunale degli attestati per i fatti del'98, quel clima liberale e legalitario che determinerà per lui un'agevole vittoria, trasferitosi D'Annunzio con avventurosa e calcolata candidatura a Firenze contro il Digny in nome della sinistra e della vita, contro il notaio ortone-se Francesco Paolo Cespa, il vecchio capo elettore di Masci e di Gabriele, che ora neppure gli Auriti si sentono di sostenete, tranquillizzati come sono dalla piattaforma statutaria moderatissima, lo ripetiamo, di Carlo Altobelli
9 Si veda in proposito la mia op. ciì.y pp. 190 sgg. anche per quel che si dice subito dopo nel testo (gli articoli anticolonialisti e classisti di D'Angelo appaiono su Critica Sociale 1 gennaio e 1 luglio 1896).