Rassegna storica del Risorgimento

1845 ; RIMINI ; ROMAGNA
anno <1921>   pagina <404>
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404 Ottorino Montenovèsi
Le autorità papali non tardarono quindi a impressionarsi, e il famoso col. Freddi, scrivendo, il primo dicembre, a Mons. Governatore di Roma, non si peritò di affermare essere ornai tempo che il governo, senza temporeggiare nella politica, prov­vedesse, e prontamente e con efficacia, e si mettesse in istato di forte difesa, ond'essere in grado di paralizzare ed abbattere la reazione di costoro, che aumentavano tutto giorno di attività e di manovre, e cosi porsi in situazioni di difendersi e sostenersi da se medesimo .
Ma dato il carattere e il misoneismo delle stesse autorità pontificie, si ritenne miglior partito procurare il risveglio del sentimento religioso nelle popolazioni (1), specie delle Romagne, e a tal proposito, il card. Legato di Ravenna, in risposta a sol­lecitazioni ricevute, scriveva, il 22 genn. del 1846, la seguente
lettera a Mons. Governatore di Roma:

15 del 1846. Ravenna, Em.mo Legato,
'Ravvisando dal rapporto politico dei 5 conente, il.0 20, i molti delitti ohe si commettono in cotesta Provincia, e le strette iìla di sette che si cono­scono, e d'altronde osservando che ad onta dei vescovi tanto illuminati, e d? un clero sufftoientissimo, tuttavia esiste in detti paesi tanta immoralità e mancanza di fede, olio viene provata dai delitti di cui sopra, io non debbo
(1) Infatti, nello stato pontificio, malgrado si trattasse di un governo ecclesiastico, lo cose non andavano molto bene in materia di religione. La bestemmia era all'ordine del giorno nella stessa Roma, tanto che il Card. Vicario, accusando ricevuta al ministro dell' Interno, mons. Savelli, di una circolare, diramata alle diverse autorità per reprimere e punire tale vizio, affermava ohe bisogna inorridire a ogni passo ohe si l'n per Roma ed al­trove al sentire pronunziarsi da Cristiani, e più. nella Città sède e centro della nostra Santa Cattolica Religione, espressioni tali da provocare l'ira del Cielo co' più tremendi gastighi . Libri antireligiosi e di dottrina protestante, specie la versione della Bibbia del Diodati, circolavano liberamente, diffusi' per opera di due società, sorte a Londra e a Genova, senza che il governo se ne preoccupasse gran fatto. l snporiori ecclesiastici tacciono per timore , cosi si esprimeva, in una lotterà di protesta alla Segreteria dì Stato, l'arci­prete di Pieve di Cesato, in provincia di Faenza, Don Michele Morini. (B, Arali, di Stato di Soma Min.ro dell'Intorno, tit. 24, a, 1849).