Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Abruzzo. Secolo XX
anno <1997>   pagina <244>
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244 Raffaele Colapietra
Il quale, per parte sua, si guardò bene dal mettere a rischio il tacito armistizio, serbando un profondo silenzio per l'intera durata della legislatu­ra, a parte qualche strascico napoletano dell'inchiesta Saredo, anche quando la legge 26 febbraio 1900 sull'ordinamento portuale ignorò Ortona, non assegnandole che 600 mila lire, donde una strigliata, il 15 aprile, del sempre vigile e vegeto, ancorché vecchissimo, Devincenzi, ed il formarsi di un lentissimo movimento d'opinione che il 23 aprile 1903, sempre nell'assenza totale di Altobelli, sfocia nella relazione di Nicola Berardi in consiglio comunale, Ortona migliore porto fra Ancona e Manfredonia, con più di mezzo milione di entrate doganali e 50 mila tonnellate di movimento portuale annuo nonostante che il trasporto si faccia per tre quarti a vela e la società di navigazione Puglia non rispetti la scadenza quindicinale di una sosta per Trieste, a cui penserebbero più efficacemente i tedeschi, e per la Dalmazia dove il sentimento per l'italianità è così diffuso, dove tanti interessi politici e commerciali ha l'Italia.
La relazione Berardi conclude con due puntualizzazioni importanti sull'Abruzzo che cambia allo schiudersi del Novecento, l'Elettrochimica che già si serve di Ortona e della ferrovia di Pescara per i suoi recenti impianti di Bussi e Torre deTasseri, la ferrovia Sangritana di penetrazione trasversale alla provincia di Chieti, che farà di Ortona la naturale mediatrice fra Napoli e Trieste, rinnovellando i fasti asburgici di primo Settecento e le prospettive delle concessioni borboniche a Panfilo De Riseis.9)
Quando perciò, nell'ottobre 1904, si torna a parlare di candidature per le imminenti elezioni generali, la negligenza di Altobelli per il suo collegio risulta così vistosa che si parla senz'altro di sostituirlo col conterraneo Emilio Giampietro, di Tomareccio, il grande imprenditore e confidente legalitario di Cavallotti, così autorevole nel Salernitano, che nel 1897 è stato battuto ad Atessa da Vincenzo Riccio.
E Giampietro viene a battersi in contraddittorio col sindacalista socia­lista Nicola Trevisonno, ed Altobelli a tenere il comizio in piazza a Pescara, mentre il Memoriale sul porto canale firmato dai due sindaci, Teofilo d'An­nunzio e Camillo Mezzopreti, sembra schiacciare con un quadro realistico di fatica e di sofferenza l'oleografia dannunziana per la prima chietina de La figlia di Jorio, con la cittadinanza onoraria conferita al poeta ed a MichettL
Perché allora non affidare direttamente la responsabilità di questa nuo­va grande struttura adriatica all'uomo politico che nel novembre 1903 ha preso la direzione del ministero dei lavori pubblici, succedendo a Nicola Balenzano in un quadro più specificamente contraddistinto dalla leadership giolittiana, a Francesco Tedesco?
9) Vale la pena di rilevare che queste ultime osservazioni erano state svolte dall'abruzzese Raffaele Cappelli, successore di Devincenzi nella presidenza della società degli agricoltori italiani, deputato da vent'anni e per un paio di settimane ministro degli Esteti con Rudinl, nella Nuova Antologia 16 novembre 1902.