Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Abruzzo. Secolo XX
anno <1997>   pagina <247>
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F. Tedesco deputa/o di Ortona 247
Francesco Tedesco risultava insomma come una sorta di deputato ple­biscitario, nei cui confronti gli stessi Auriti venivano a rinunziare di fatto alla loro funzione tradizionalmente determinante, anche se il prestigio del plebiscito s'incrinava ed indeboliva ben presto non tanto e non solo in conseguenza dell'abbandono del portafoglio ministeriale da parte del Nostro col ritiro di Giolitti, nel marzo 1905, quanto specialmente per il venir su obiettivo di un concorrente fortissimo, che non avrebbe tardato a mandare all'aria i buoni propositi di controllo statalista ed efficìentista espressi con fervore dall'uomo politico avellinese.
Era costui Ernesto Besenzanica, un milanese quarantenne, che aveva lavorato alla grande ferrovia della Tessaglia e poi in Bulgaria, quindi, rien­trato in Italia, ad una tipica linea di raccordo complementare, la Porto S. Giorgio-Fermo-Amandola, sorta di prova generale per quella Sangritana di cui abbiamo già sentito parlare, e per la quale già si erano fatti avanti patrocinatori quanto mai influenti a Chieti ed a Roma, il deputato Ma-sciantonio e l'ingegnere Camillo Dell'Arciprete, soprattutto, da Lanciano, chiave di volta della nuova ferrovia di penetrazione, interpretata stavolta in chiave continentale appenninica più che litorale adriatica (e perciò Ortona, in mancanza di un porto adeguato, ne sarebbe stata penalizzata), il deputato De Giorgio ed il sindaco Berenga.14)
Ultimati gli studi nell'autunno 1904, Besenzanica chiedeva la conces­sione per il trasporto elettrico (l'uso delle acque del Sangro e dell'Aventino) a 5 mila lire a Km. nel giugno successivo, proprio mentre Tedesco presen­tava la relazione intomo alle ferrovie complementari sulla base della costru­zione da parte dello Stato e la concessione all'industria privata, all'indomani della cessione del molino e pastificio ortonesi di Rocco d'Alessandro, e del suo impianto per l'energia elettrica del fiume Foro, alla potente società chietina di Zecca e Cauli, e quando la politica di concessione di suolo pubblico cominciava a dilagare ad Ortona, in conseguenza della vittoria dei moderati nelle elezioni amministrative del luglio 1905, sindaco Francesco OnofrL15)
Questo stato di cose, insieme con la cattiva accoglienza, per non aver saputo gestire a dovere la preparazione del riscatto ferroviario alla scadenza
la villa del marchese Farina, quest'ultima deplorevolmente distrutta, mentre gli altri due edifici sono ancor oggi perfettamente identificabili, a denotare una concentrazione oligarchica residenziale degna di nota.
"> La Provincia di dritti, 15-16 settembre 1904.
,5) Si vedano i verbali del consiglio comunale di Ottona 3 maggio, 31 luglio e 28 ot­tobre 1905, con Nicola Berardi escluso da un consiglio la cui composizione richiama curiosamente le assemblee nobiliari di antico regime, ben sei famiglie, Ccspa, Grilli, De Benedktis, Ncrvcgna, Onofri e V'isci, rappresentate ciascuna da una coppia di consiglieri, e perciò dodici su trenta.