Rassegna storica del Risorgimento

1845 ; RIMINI ; ROMAGNA
anno <1921>   pagina <405>
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1 cerni di Romagna 405
So non ohe 8nppliai!ei'là.mev.na a degnarsi di mtlkamu m e quali co* potessero farS,por niiglioiare: idee religiose e la morale.
In attesa pertanto di essere esaudita., inclinato al bacio della S; Por­pora eoo.
JScceìtùneto Beomos
Spesse fiate ho io rappresentati al Superiore Governo i non pochi di­sordini che si avverano in questa Proccio, e specialmente in Ravenna. Fa- ' évj '.conoscere l'originejda clic essi provenivano.- ..ed alla stesso? E. V. non mancai significarlo col mio dispaccio delli 12 agosto prossimo passato.: n: .371. protocollo riservata-lì siccome purtroppo fra lo canse che sono di spinta, ai molti delitti che si commettono ini attesta Provincia, ed alle costanti od osti­nate macchinazioni per ribellione contro il proprio Sovrano, ovvi pur quella dell'immoralità e mancanza di fede, olio disgraziatamente si avvera in queste popolazioni, così, 'facendo replica al di Lei dispaccio 17 oorr., n. 419, Sez. HI, mi è d'uopo dimostrarle, con somma dispiaoenza, quale sia l'indole del Clero di questa Provincia, clie cooperare dovrebbe pel richiamo di questi popoli nel seno della Religione e d'ella morale, da cui senza meno sarebbero distolti dal mal operare.
Avvedutomi non appena ohe regnava in questa Provincia la scostorna­tezza, la immoralità, e che la fede pò tea dirsi quasi generalmente spenta Stimai utile rivolgermi a tutti i Rov.di Parrochi della Provincia stèssa, e nello interessarli alila :ni6in unzione, con ogni calore, di tutti quei principi ohe in­ducono ad una sana e (jristiana educazione, li pregava ancora ad occuparsi perche: avessero cooperato per la repressione1 dèi giuoco, in ispecie delle carte, e della elasse dei proibiti, vizio in ispccic nelle campagne quasi gene­ralizzato, e che senza meno è il fomite di tanti delitti. In voce ed in iscritto faceva io ogni premura per essere assecondato in nn intendimento che con­duce al fine della riforma del cuore di questi amministrati, e non omettea pure di far sentire ai prefati Parrochi, che occorrendo ad essi di lovermi manifestare quei disordini che por essere rimossi avrebbero abbisognato del­l'opera di questa Direzione di Polizia, non sarebbero partite' -da me le loro confidenze, quali sempre avrei tenute occulte. A fronte però di qualunque mia ed anche reiterata insistenza, nuDa per alcun rapporto ho potuto ottenere.
Ritenendo per altro poter scuotere tanto inerte procedere colla media­zione dei rispettivi. E.mi Arcivescovi e Mons. Vescovi, uon vedendo arrfr-starsi alcun male, ma crescere invece sempre più sensibilmente, mi rivolsi alle prefate Autorità col foglio di cui rassegno copia all'È. V., le quali, pe-Kprate dalle verità loro dimostrate; roti guel pio zelo tutto proprio di esse si compiacquero assicurarmi di ogni toro interessamento jj cose -(die pur lo .medesime vedeano di tanta intportanz pel bene morale e sociale. Ma non ,deuand,omal le popolazioni di Romagna dai principi se non riprovevoli. almeno di riguardi, di non rendere oioe dispiaceri i'un individuo all'altro, a sacrificio sia della morale, sia, della polliMoa. aia della sicurezza sooiale nep-