Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Abruzzo. Secolo XX
anno <1997>   pagina <260>
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LIBRI E PERIODICI
LAURA PISANO, CHRISTIANE VEAUVY, Parole inascoltate. Le donne e la costruzione dello Stato-nasone in Italia e in Francia 1789-1860; Roma, Editori Riuniti, 1994, in 8, pp. 422. L. 38.000.
Raramente la formula sintetica di un titolo risulta in grado di descrivere il senso narrativo di un volume così efficacemente come le parole inascoltate , scelte dalle due curatrici per richiamare in maniera immediata l'attenzione del letto­re sulla necessità di una nuova chiave interpretativa di un fenomeno ormai chiuso nei luoghi comuni. Parole inascoltate significa infatti il riconoscimento dell'esistenza di una scrittura politica al femminile, ricercata con scrupolosa filologia, attraverso la quale si può sostenere che se le donne furono escluse dall'universo delle grandi questioni non ne restarono assenti. Fecero invece sentire la loro voce che suonava tuttavia diffìcilmente comprensibile ad un uditorio abituato ad un linguaggio ben più marcato, maschile appunto. L'indagine di Pisano e Veauvy, per quanto entro scenari culturali e sociali profondamente diversi, si pone allora sulle tracce di questo complesso di modi di espressione che si materializzarono principalmente in sedi giornalistiche effimere , dove la formulazione teorica appare spesso incidentale e confusa nella vasta estensione delle considerazioni di più generica sociabilità. Emer­ge così una sequenza di inusitate, quanto inaspettate protagoniste, redattrici e colla­boratrici dei numerosi Giornali per le dame, di ispirazione tardo settecentesca, nei quali il timore di invadere i confini contenutistici e formali della stampa alta non implicava che giornali come ha donna galante ed erudita o il Corriere delle Dame fosse­ro privi di un proprio orientamento politico o che le loro autrici non avessero idee politiche, od opinioni sui diritti delle donne , come scrive Laura Pisano (p. 17). Forse erano proprio le modalità della scrittura dunque a rendere fortemente me­diato il messaggio politico femminile, tanto da ridurlo quasi alla flebilità, ma, ver­rebbe da aggiungere, una simile struttura lessicale e tematica discendeva diretta­mente dalla definizione del ruolo che le medesime giornaliste recepivano di se stesse.
Una parziale rottura di tale schema prese corpo con gli anni della rivoluzione francese, quando le varie pubblicazioni periodiche, anche quelle dirette da donne, si omologarono ad una partecipazione politica unitaria. Le cittadine non dovevano restare confinate in identità di genere, ma il contatto con gli uomini finiva inevita­bilmente per riprodurre una gerarchia nei diritti. Padrona dello scenario domestico e pedagogico, - specifica ancora Pisano alla madre rousseauiana spetta, perché possa assolvere il suo dovere, il massimo della tutela e di essa fa parte l'esclusione dai diritti politici che la distoglierebbero dall'espletamento delle sue funzioni (p.