Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Abruzzo. Secolo XX
anno <1997>   pagina <264>
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Libri e periodici
eventi, un netto spartiacque tra due periodi. Il primo, compreso tra la fine del 1792 e il 28 aprile 1794, coincìdente con l'acquisizione, non del tutto consapevole, di una nuova coscienza nazionale, in chiave prima antifrancese e, solo dopo, antipiemon­tese; il secondo, 1794-1796, in cui è dato assistere all'inesorabile precipitare degli eventi, culrninanti nello sfortunato tentativo di abbattimento del regime feudale condotto da Giovanni Maria Angioy.
Autentico mito storiografico sin dagli inizi dell'Ottocento, il triennio rivolu­zionario sardo è stato spesso oggetto di superficiali interpretazioni da parte di stu­diosi che, pur individuando correttamente in quegli accadimenti le prime manifesta­zioni degli aneliti autonomistici e le prime affermazioni della nascente borghesia cittadina, avevano il difetto di partire da assunti preconcetti, trascurando del tutto (o quasi) l'analisi delle numerose fonti documentarie. È stato solo grazie a Girola­mo Sotgiu e a altri studiosi che ne hanno seguito le linee di ricerca (molti dei quali suoi allievi e amici: Italo Birocchi, Luciano Carta, Aldo Accardo, Federico Ftancio-ni, Antonello Mattone, Piero Sauna), che è stato possibile superare quel modello storiografico ormai stereotipato, le cui radici sono indubbiamente riconducibili alla Storia di Sardegna di Giuseppe Manno (1825 e 1827). Secondo lo storico sardo i bur­rascosi eventi del triennio andavano letti come reazione al malgoverno sabaudo e come conseguenza delle lotte alimentate dajla propaganda politica francese per l'affermazione della propria leadership nell'isola tra le due città principali, Cagliari e Sassari; in buona sostanza, esprimeva un giudizio sostanzialmente negativo tanto sulla rivoluzione sarda che sulla figura dell'Angioy (il cui mito , però, continuò a alimentarsi).
In realtà, come è stato poi documentato, lo spirito rivoluzionario francese non era affatto estraneo alla Sardegna, e nelle campagne forte era la rivendicazione del­l'abolizione del sistema feudale; ciò emerge molto chiaramente dalla lettura di uno studio di Sotgiu dal titolo Uinsurretone di Cagliari del 28 aprile 1794 apparso per la prima volta nel 1970 e ripubblicato, proprio in coincidenza con le celebrazioni de Sa die de Sa Sardigna, 25 anni dopo per i tipi della AMD di Cagliari, ma lo si evince anche dalla lettura delle relazioni contenute nei più recenti Aiti del convegno Francia e Italia negli anni della Rivoluzione. Dallo sbarco francese a Quartu all'insurrezione cagliaritana del 28 aprile 1794, la cui pubblicazione è stata curata da Luciano Carta e Giovanni Murgia (Roma-Bari, Laterza, 1996).
Pur attirando l'attenzione degli storici, sia democratici che reazionari, la ri­voluzione sarda non ha goduto di grande fortuna per ciò che concerne la pubbli­cazione della pur abbondante documentazione delle fonti e degli atti coevi. Fortu­natamente, fa eccezione alla regola , questa pubblicazione, meritevole iniziativa della Camera di Commercio di Cagliari, che ha patrocinato l'elegante ristampa ana­statica di alcuni tra i più significativi e rari documenti a stampa del biennio 1794-95. Rinvenuti presso la biblioteca dell'ente e verosimilmente appartenuti a qualcuno dei protagonisti di quell'evento, essi vanno cosi ad affiancarsi alla pubblicazione de­gli Atti dei Parlamenti sardi voluta anni fa dalla Regione Sardegna e ormai giunta quasi a compimento. L'illuminante saggio introduttivo storico (pp. 3-137) non pote­va che essere affidato alla felice penna di Luciano Carta, tra i pochi studiosi che possano, a ragion veduta, vantare una approfondita conoscenza della documenta­zione relativa al periodo in questione (sarà lui, infatti, a curare l'ultimo volume degli Atti dei Parlamenti sardi, dedicato per l'appunto alle riunioni stamentarie del 1793-96), Nel suo corposo lavoro Carta è riuscito ad inquadrare con equilibrio gli eventi nel loro contesto storico sia nazionale che internazionale e a offrite un prezioso strumento bibliografico di riferimento nell'aggiornatissimo apparato critico che chiude il suo intervento e precede la ristampa anastatica degli otto documenti ri­prodotti, che sono: Manifesto giustificativo della emozione popolare accaduta in Cagliari il dì