Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Abruzzo. Secolo XX
anno
<
1997
>
pagina
<
265
>
Libri e periodici 265
XXVUI aprite MDCCXClf Rappresentanti rassegnata dee tre Sfornenti di Sardella a S.S.KM. relativa ali'occorso in Cagliari nel giorno Ì/J luglio A1DCCXCV; Rappresentanza seconda rassegnata dai tre Staff/enti di Sardegna a S.S.R.M. relativa a/l'occorso in Cagliari nel giorno XXH luglio MDCCXCV; Ragionamento compilato d'ordine e con approvatone dei tre 5 tomenti del Regno di Sardegna, Pesge originali di cui si fa menzione net Ragionamento giustificativo; Rappresentanza terza rassegnata dai tre Sfornenti di Sardegna a S.S.RM. nei XIV agosto MDCCXCV;, Rappresentanza quarta rassegnata dai tre Slamenti di Sardegna a S.S.R.M. nei XXIV agosto MDCCXCV', Rappresentanza quinta rassegnata dai tre Sfornenti di Sardegna a S.S.RM. nei XXVUl settembre MDCCXCV.
VINCENZO FAN NINI
ItikRCO VIOLARDO, Il notabilato piemontese da Napoleone a Carlo Alberto (pubblicazioni, n.s., XFJJ; Torino, Comitato di Torino dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano, 1995, in 8, pp. 434. L. 50.000.
La tematica del notabilato è di per sé momento di sintesi di varie suggestioni metodologiche: storia della classe dirigente, ma anche storia delle istituzioni, strumento fondamentale per la formazione del consenso in età napoleonica e negli anni successivi, nucleo aggregante per una storia sociale deU'amministrazione. Oggetto di numerose indagini nella storiografia francese, in Italia è stata al centro di un numero speciale dei Quaderni storici del 1978 su Notabili e jùnzjonari nelfItalia napoleonica, che non ha dato luogo in tutte le aree geografiche ad un prosieguo di studi che cogliessero le suggestioni presenti nelle varie ricerche. La qualificazione del notabilato e del mondo dei funzionari si precisava soprattutto in rapporto all'antico regime, come verifica di rottura o continuità, sotto gli stimoli del dibattito in corso sulla rivoluzione francese.
La più recente storiografia tende a considerare sempre centrale il momento napoleonico ma a verificare la tenuta in avanti, inquadrando sia in un'ottica istituzionale che socio-antropologica la svolta politica del 1815 (A. Scirocco, Uefa dei Risorgimento, Bologna, 1993; P. Notario -N. Nada, 7/ Piemonte sabaudo, Storia d'Italia diretta da G. Galasso, Torino, 1993) e recuperando la continuità. Quest'ultima d'altra parte, col mutare della prospettiva, non si qualifica in rapporto alla proprietà o ad alto settori privilegiati del rapporto antico regime-rivoluzione, ma per l'attenzione a gruppi sociali di nuova formazione {homines novi), professionisti, e per il diverso rapporto delle professioni e degli intellettuali in senso lato col potere, cui sono organici
La definizione di notabile appare non univoca, ma, secondo le suggestioni storiografiche, con tratti accentuati ora verso una valutazione alla Saitta sensibile a influenza politica e fortuna economica, ora alla Tulard nel sottolineare funzione, origine, notorietà, ora sensibile alla componente burocratico-amministrativa e alla partecipazione alla guardia d'onore (Capra), ora rapportabile al più generale mondo édY élite (Betgeron); più di recente, in -riferimento al periodo 1815-1848, Gerard-Heinz Haupt ha individuato in proprietà, potere, famiglia, gli elementi caratterizzanti, riprendendo le tesi di André Tudesq e André Jatdin. che avevano valorizzato l'influenza esercitata grazie alle pubbliche funzioni e ai ruoli amministrativi
Ne deriva un maggior interesse non ai livelli alti della ricchezza e del potere notabiliare {messi in risalto in studi sulla vendita dei beni nazionali o negli elenchi dei maggiori contribuenti, che avevano dimostrato la sostanziale tenuta della nobiltà) ma, come nel caso del volume di Violardo, ai livelli medi. Non quindi il prò-