Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Abruzzo. Secolo XX
anno <1997>   pagina <268>
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Ubri e perioditi
L. ampia appendice, càie riporta j nominativi pel il rinnovo di tutti i consigli superio­ri a 3.000 abitami d4l815 al 1848 (1(>4 comuni), escluse alcune città, è arricchita infatti anche da notìzie relative all'impegno poUtico-arnmiiiistrativo svolto nel perio­do napoleonico e alle accuse di giacobinismo.
Altro elemento significativo riguarda i criteri di scelta dei sindaci da parte de­gli intendenti: se capacità amministrativa e spirito di dedizione, doti tipicamente na­poleoniche, appaiono in prima linea, la fisionomia ideale si completa con esperienza, capacità, il godere della pubblica stima, di considerevole registro , spirito di con­ciliazione , fermezza di carattere, nell'essere estraneo ai partiti locali, timorato di Dio, fedele al governo. In questi requisiti è la misura della gravità delle lotte locali che determina il carattere demiurgico della figura del sindaco, l'importanza del suo ruolo per gli intendenti, il peso della pubblica opinione, dell'immagine pubblica del burocrate e dell'amministratore, delle capacità di mediazione considerate come doti politiche, non come compromesso nell'ottica moralistica. H buon sindaco deve esse­re estraneo ai partiti, capace di mantenere il tasso di conflittualità intema a livelli accettabili, facilitare in tal modo il rapporto centro-periferia.
Da un lato quindi un iter istituzionale teso comunque alla creazione di un si­stema uniforme e razionale, dall'altro una frammentazione periferica, tanto più pale­se nelle lotte per la nomina dei sindaci, che Violardo segue lungo assi spesso in-tersecantesi , cioè quello parentale, ideologico, delle lotte fra quartieri, degli interessi contrapposti nelle sfruttamento delle risorse comunali; su queste coordinate si definiscono i partiti , quello degli ex notables, dei notabks senza partito, quello dei quartieri, delle borgate, delle frazioni, della nobiltà, dei maggiori registranti. Al­l'interno di ognuno di essi è presente un'ulteriore frammentazione perché i casi esaminati prospettano percorsi diversi di accesso al sindacato. Queste aggregazioni hanno quindi contomi fluidi e mobili, fluidità necessaria per non portare i contrasti a limiti di ingovernabilità, per superare le frequenti scissioni tra amministratori e amministrati.
In un mondo dominato da conflitti, da meccanismi di manipolazione delle in­formazioni, rivalità e gelosie clientelati, appare estremamente sgretolata la periferia cui il governo vuole imporre omogeneità e razionalità di comportamento anche al­l'interno del fronte aristocratico. Di qui il citato ruolo omogeneizzante degli inten­denti che si esprime nella scelta dei sindaci o rispettando i rapporti di forza o ricor­rendo a un mediatore o ad una personalità estema o in casi estremi allo spezzettamento del comune in entità autonome, il che presuppone una lettura fles­sibile del dettato legislativo con frequenti deroghe alle disposizioni legislative in materia di Pubblici
Le tensioni vengono affrontate pertanto con un uso flessibile delle norme sul­l'incompatibilità delle cariche pubbliche, generano strumenti di lotta specifici, un linguaggio della politica basato su uso della lettera anonima, informatori locali, ac­cuse di ventunismo, attacchi alla vita privata, manipolazione delle informazioni sui candidati al sindacato destinate alla Segreteria degli intemi, cooptazione tramite pa­rentele. La scelta per gji intendenti è quella di governare o mediare, rimandando a tempi migliori il ricambio della classe dirigente.
In questa descrizione di lotte circoscritte si ha talora la sensazione che la grande politica, quella dei moti del 1821, delle riforme carloalbertine, degli inter­venti cavouriam, sia troppo marginale o comunque non tale da incidere sui mecca­nismi del quotidiano. Essa ritoma nelle accuse di giacobinismo, ventunismo, libera­lismo, neUc varie disposizioni in merito alla vita dei comuni, ma anche in questi casi appare funzionale alla prospettiva di fondo del volume, alla piccola politica. Una situazione complessiva molto vicina a quella del mondo meridionale, in cui il tema delle clientele, dei legami familiari, delle mentalità chiarisce molti atteggiamenti delle étes e delle professioni, del loro rapporto con le istituzioni.