Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Abruzzo. Secolo XX
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1997
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272 Libri e periodici
delle aree coltivate, promuovendo il progressivo abbandono delle terre produttivamente marginali.
In queste dinamiche l'A. cerca di ravvisare soprattutto l'elemento di novità: non è un caso allora che ci si soffermi lungamente sui progressi dell'industria molitoria ed olearia, dei pastifici, della lavorazione della ceramica e dei laterizi, della trasformazione delle fibre tessili Queste attività, intatti, conobbero nella seconda metà Ottocento una notevole specializzazione grazie ad un rapporto di privilegiata complementarietà con la produzione agricola. Pluriattività aperta al mercato ed emigrazione rappresentano i due momenti principali di una più generale integrazione con il movimento economico generale.
Muovendosi perfettamente a suo agio tra la grande messe di dati raccolti, utilizzando una tecnica narrativa raffinata che procede attraverso l'illustrazione di diversi casi specifici fino a delineare le differenti morfologie assunte dal movimento generale, Morano giunge a rappresentare il quadro di una modernizzazione difficile, ovvero di una società assestatasi su posizioni di perdurante arretratezza, e nondimeno caratterizzata da una sua dinamica interna irriducibile al preteso cliché dell'immobilismo delle società rurali, sempre uguali a se stesse. In questa ottica l'analisi di lungo periodo diviene la chiave di volta per porre in rilievo quei chiaroscuri che tendono a frastagliare il quadro d'immobilità, lo strumento più produttivo per ricostruire i ritmi particolari di questa dinamica, i tempi e le forme di assimilazione del mondo nuovo in una realtà regionale.
GIOVANNI CARLETTI
MAURO STRAMACCI, 1M vera storia dei fratelli Bandiera; Roma, Edizioni Mediterranee, 1993, in 8, pp. 168. E 25.000.
Con la vicenda dei fratelli Bandiera, ci troviamo in piena mitologia risorgimentale. L'episodio, analizzato e discusso fin nei dettagli si può dire dall'indomani del suo svolgersi, molto difficilmente si presta oggi a rivisitazioni che aggiungano qualcosa di nuovo sulla dinamica dei fatti, modificando sostanzialmente quanto già conosciuto.
Mauro Stramacci, specialista di Diritto costituzionale e parlamentare, nonché cultore di Storia contemporanea, ha riproposto la biografia dei due patrioti con un taglio ampiamente divulgativo, lavorando su fonti edite ed inserendo una scelta di lettere dei vari protagonisti pubblicate da tempo. Il libro è privo di note che individuino i testi da cui sono tratte le numerose citazioni, ma almeno si conclude con una bibliografìa di una settantina di titoli, apparsi tra il 1845 ed il 1991, riguardanti direttamente o indirettamente l'argomento. Conferma eloquente, questa, di come sia arduo ormai portare contributi realmente innovativi qualora ci si muova ed è il caso di Stramacci nel solco di una storiografia che talvolta scivola nella retorica risorgimentista. L'autore ha cercato, comunque, di tendere più avvincente la narrazione affrontando alcuni aspetti misteriosi della spedizione, quali ad esempio coerenza dei Bandiera con le loro idee neU'inviare lettere dal carcere al re Ferdinando li (problema di cui si è discusso anche negli articoli Zone oscure nella vicenda dei fratelli Bandiera di Giovanni Pilli nini e I fratelli Bandiera nella storiografìa di Francesco C. Volpe, apparsi sul numero di aprile-giugno 1996 della nostra rivista) o il presunto intrigo internazionale (la spedizione sarebbe stata tacitamente agevolata dal governo austriaco, d'accordo con quelli di Napoli e di Londra, per estirpare la co-