Rassegna storica del Risorgimento
1845 ; RIMINI ; ROMAGNA
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1921
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407
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y i casi dì Romagna 407
Tale movimento era connesso ad altri, più generali, die si sarebbero tentati, oltre che nel Napoletano, anche in Germania e in Austria, per immobilizzare quei governi, e rendere impossibile ogni loro intervento in Italia.
Per conoscere il vero stato d'animo delle Legazioni stesse, le autorità pontificie, che già, con apposito opuscolo, si erano preoccupate di confutare il manifesto di Bimini,. vi mandarono i monsignori Ildebrando Ruffini e Giovanni Ianni, con l'incarico di indagare sopratutto sulla procedura che si seguiva nei processi criminali, (1) nonché il conte Tellarini, legittimista dei più devoti, che le conosceva, come si suol dire, palmo a palmo; ma la veste nblla quale egli doveva compiere la sua missione era quella di un poliziotto, sia pure di alto rango : era inviato, infatti, non per pacificare gli animi, ma per studiare, sui luoghi, i mezzi piò acconci a reprimere, ed è facile quindi comprendere quale esito avrebbe potuto avere la sua missione, tanto più che, a detta dello stesso col. Freddi, il malcontento era universale, persino in mezzo alla classe più pacifica e bene intenzionata , e i liberali trovavano simpatia anche presso coloro che non ne dividevano le opinioni.
Correvano intanto le voci più fantastiche, come quella che la prossima rivoluzione nelle Bomagne sarebbe stata capitanata da Mazzini in persona, il quale, all'uopo, era già partito da Londra, e che un sicario, dalla Corsica, era venuto a Bologna per uccidervi il col. Freddi, comandante dei carabinieri in quella città, e odiato in modo speciale per i severi metodi di repressione, di cui abusava da tempo.
Nel loro cieco misoneismo, e pienamente convinti che il governo ecclesiastico, perchè munito del visto di Dio, rappresentasse l'ideale, in questo rifiorire di speranze rivoluzionarie, i ministri del pontefice non vedevano altro che l'opera massonica, incoraggiata in modo particolare dagli esnli concitatori di ribellione alla patria, e cupidi solo di ritorno e di vendetta .
Per compiere meglio il suo lavoro, incerto e penoso, e in
(I) Confivi. COPPI: Amali d'Italia dal 1750 - TomoIX -Dal 1846 al 1847 - Firenze, Tip. Galileiana, 1859; pag. 30. Ai suddetti prelati, veniva presentato a Forlì, snlla fine di aprile del 1846, un indirizzo compilato da Aurelio Saffi, eoi quale si chiedeva di tenere conto dei sentimenti di italianità, che si erano destati anche nell'animo dei sudditi pontìfloii.