Rassegna storica del Risorgimento

Commemorazioni. Alberto Maria Arpino
anno <1997>   pagina <292>
immagine non disponibile

292 Amici scomparsi
aveva già trentanni, era sposato da sei con la signora Marcella e aveva due figli, gli adorati Massimo e Marco. Si può facilmente immaginare come la sua presenza suscitasse un misto di curiosità e rispetto in chi aveva un po' di anni e molti problemi di meno: ci raccontò le supplenze tenute in varie scuole, anche fuori Roma (mi ricordo, in particolare, di Turrita Tiberina) e della sua esperienza editoriale presso Avanzini e Torraca, per i cui tipi aveva curato l'edizione italiana dei Diari romani (1967) e della Lucrezia Borgia (1968) di Gregorovius. Ci raccontò del suo iter universitario, della sua decisa scelta per l'indirizzo storico e della sua prima opzione per la Storia dell'Eu­ropa orientale, attratto dall'insegnamento di Angelo Tamborra. Tamborra in un primo tempo incoraggiò il suo allievo, ma in seguito, rendendosi conto che difficilmente questi avrebbe potuto compiere i necessari viaggi di studio e perfezionamento in loco, lo indirizzò verso la Storia del Risorgimento, presentandolo ad "Fmilia Morelli.
Ben presto, tuttavia, la sudditanza psicologica che un tale bagaglio di esperienze esercitava su di noi, neolaureati classici , freschi di studi ma ancora sulla soglia della vita reale, svanì. Innanzi tutto per il dono che Alberto aveva di entrare in sintonia con coloro che incontrava senza perde­re la propria individualità, ma anche perché aiutò subito noi a superare le difficoltà maggiori nell'allestimento delle sale del Museo: egli dava del tu a fili elettrici e tubi idraulici ed era in grado di fronteggiare vittoriosamente discorsi con esperti su centrali di alimentazione e su poli di alternanza. La maggior parte di noi usava il lei e personalmente confesso che non davo neppure confidenza! Si costituì, così, nel gruppo di allievi di Emilia Morelli che allestì il Museo, un rapporto di amicizia destinato a durare a lungo, ben al di là del 2 ottobre 1970, giorno in cui, come abbiamo detto, il Museo fu solennemente inaugurato.
H successivo 15 ottobre, Alberto M Arpino ricevette da Alberto M. Ghisalberti la comunicazione di essere stato nominato Vice Direttore del Museo Centrale del Risorgimento a far data dal 1 del mese: mai nomina ebbe maggiore consenso in quanto tutti riconoscevano ad Arpino le neces­sarie competenze scientifiche e tecniche. Il Vice Direttore si mise subito al lavoro con impegno: nel 1971 presentò ai lettori della Rassegna i criteri guida che avevano ispirato l'allestimento dei Museo ed una sommaria esposizione del contenuto delle diverse sale;?) in quello stesso anno, auspici Ghisalberti ed F-milia Morelli, curò, nel Museo stesso, una mostra dedicata a Roma e i Romani nella stampa e nella pubblicistica dal 1861 al 1870; Tanno successivo, 1972, nell'ambito delle manifestazioni per il Centenario mazziniano, preparò la mostra su Giuseppe Mazzini nei documenti del-
z) A.M. ARPINO, 1/Museo centrale dei Risormentot ivi, a. LV111 (1971), pp. 305-310.