Rassegna storica del Risorgimento
Commemorazioni. Alberto Maria Arpino
anno
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1997
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pagina
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294
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294 Amici scomparsi
una azione continua che Alberto M. Ghisalberti, Emilia Morelli ed Alberto M. Arpino portarono avanti nei confronti delle autorità preposte alla salvaguardia del monumento Vittoriano, onde si prendessero provvedimenti rapidi di manutenzione: Arpino segnalava il crescente degrado degli impianti idraulici ed elettrici, ai quali, diceva, era sempre più difficile sopperire con interventi tappabuchi. Sfortunatamente i tempi d'usura del materiale non si accordarono con i tempi burocratici d'intervento: nel luglio del 1979 la rottura di una tubazione principale comportò un grave allagamento, con conseguente, immediata, dichiarazione d'inagibilità del Museo. Per i lavori di ripristino bisognava attendere i fondi. Dal novembre, inoltre, cominciarono i lavori che riguardavano gli ascensori del Vittoriano: il risultato fu che si chiusero le sale espositive del Museo, mentre chi voleva accedere all'archivio (che, ricordiamolo, era l'altro settore del Museo) o alla direzione del-llstituto doveva sobbarcarsi per un paio d'anni una scalata di più di centocinquanta gradini. A dare il buon esempio vi era come tanti studiosi e soci ricordano Alberto M. Ghisalberti, il quale già all'inizio dei lavori portava, meravigliosamente, i suoi ottantacinque anni, ma va ricordato che anche Emilia Morelli, Arpino e tutto il personale dell'Istituto e del Museo facevano quotidianamente la defatigante ascesa. Non fu perduta una giornata di lavoro: archivio ed uffici rimasero sempre aperti7)
Fortunatamente giunse Garibaldi a risolvere la situazione: non si potevano lasciare Istituto e Museo nella disastrosa situazione che abbiamo descritto in prossimità delle celebrazioni del Centenario della morte di Giuseppe Garibaldi, e così per il 1982 gli ascensori tornarono a funzionare e i locali del Museo riottennero l'agibilità. Il 22 giugno 1982 tu solennemente inaugurata al Vittoriano dall'allora Presidente del Consiglio, Giovanni Spadolini, la mostra Garibaldi. Arte e storia. Era la principale esposizione iconografica che la Commissione per il centenario aveva predisposto: la parte storica ebbe luogo nelle sale del Museo del Risorgimento, la sezione artistica in quelle di Palazzo Venezia. Pur con la supervisione di Ghisalberti e della Morelli (e l'aiuto degli allievi di quest'ultima), si può dire che Arpino sia stato il grande artefice del mostra storica garibaldina sita al Vittoriano: è sua opera il catalogo, è sua opera la strutturazione della mostra, che comprendeva, oltre alla parte più strettamente biografica, una rassegna bibliografica, una sezione numismatica e una vera e propria mostra nella mostra con un ampio settore dedicato ai progetti di Garibaldi per regolare il corso del Tevere a Roma.8) La mostra doveva restare aperta per sei mesi: lo fu per un
7) Si veda la documentazione in A.M. GHISALBERU, Delusioni, illusioni e spiegazioni, ivi, a. LXVII (1980), pp. 194-198.
8) A. M. AlOQNO, Garibaldi. Arte e Storia, ha Mostra storica al Museo centrale del Risorgimento, ivi, a. LXBC (1982), pp. 201-206.