Rassegna storica del Risorgimento
Commemorazioni. Alberto Maria Arpino
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1997
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pagina
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295
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Amici scomparsi
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anno, fino al 1 giugno 1983, grazie all'enorme afflusso di visitatori (furono esattamente 29.291).
La grande speranza era chiudere la mostra garibaldina e, senza soluzione di continuità, aprire nuovamente il Museo: ci furono autorevoli assicurazioni al riguardo, ma mancò poi la volontà di tradurre le promesse in adempimenti formali. Con Garibaldi tornato nell'ombra, era venuta a cessare la protezione fornita dall'Eroe: in particolare, venne ritirato il personale di custodia prestato dal Ministero per la mostra garibaldina, e l'Istituto non era in grado di sostenere finanziariamente le spese per una sostituzione in proprio, specie dopo che nuove disposizione legislative avevano reso non più conveniente economicamente la soluzione trovata nel 1970 e negli anni successivi: attingere al meritorio corpo dei carabinieri in pensione. Arpino cercò con delle mostre nel 1985 e nel 1986 ... l'un contro l'altro armato...: l'Italia tra iUuminismo, rivoluzione e restaurazione9) di continuare a tenere aperta almeno la sala espositiva più grande del Museo, ma anche tale fiammella dovette in seguito spegnersi di fronte ai crescenti problemi burocratici e finanziari, ed alla cronica assenza di interventi strutturali sul Monumento, i soli che potevano impedire l'obsolescenza continua degli impianti idraulici ed elettrici e, in definitiva, dei locali del Museo.
Va dato ad Alberto il merito indiscutibile di aver cercato con tenacia per anni di essere il Vice Direttore di un Museo aperto. A metà degli anni Ottanta comprese che ciò non era più possibile: le sue funzioni venivano ad essere limitate alla conservazione del materiale ed alla gestione degli unici locali del Museo Centrale del Risorgimento che erano rimasti sempre aperti e funzionanti, i locali dell'archivio. Anche in quest'ultimo caso, tuttavia, il lavoro era assai ristretto in quanto, come è noto, Emilia Morelli curava personalmente la schedatura dei fondi archivistici. Fu inevitabile per Arpino allargare il campo dei suoi interessi: con Arpino presi in mano il Comitato di Roma dell'Istituto, e con Arpino diedi nuova vita alla Collana del Comitato, alla quale conferimmo il nome Risorgimento. Idee e realtà. Non a caso, quindi, divenne Presidente del Comitato, quando lasciai la carica per assumere quella di Segretario Generale. Esattamente la stessa cosa accadde l'8 aprile del 1995, quando mi sostituì nella carica di Segretario Generale.
A parte la nostra pluriennale collaborazione nel Comitato di Roma, seguiamo la strada intrapresa da Alberto: inizialmente accettò di mettere a disposizione le competenze acquisite al Vittoriano per mostre ed iniziative editoriali. Nel 1984-85 aveva curato a Castel S. Angelo la mostra (e relativo catalogo) su Dagli eserciti preunitari all'esercito italiano; nel 1988 collaborò alla mostra (Sydney e Melbourne) L'Australia vista dagli occhi italiani ; l'anno successivo, a Messina, portò il suo contributo alla mostra su Colo-
9 La Mostra fu inaugurata il 10 dicembre 1985 e si chiuse U 22 marzo 1986.