Rassegna storica del Risorgimento

Commemorazioni. Alberto Maria Arpino
anno <1997>   pagina <296>
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Amici scomparsi
nialismo e fotografia: il caso italiano. Ebbe infine l'incarico di impostate e coordinare la ricerca iconografica per la monumentale opera in 23 volumi dedicata alla storia del Parlamento italiano dalla Nuova CEI. Successiva­mente, dai primi anni Novanta, scelse di porre l'accento sugli studi di storia militare, una vecchia passione riscontrabile anche in alcuni temi che egli trattò nelle mostre che in precedenza non aveva trovato tempo e volontà per essere tradotta in approfondite ricerche archivistiche e bibliografiche. Alcuni significativi saggi sono stati già pubblicati,10) ma quelli più impor­tanti, ahimé, dedicati al brigantaggio meridionale, alla guerra d'Africa du­rante il secondo conflitto mondiale, e, soprattutto, ad una bibliografia complessiva degli studi di storia militare, erano purtroppo in fase di elabo­razione al momento della sua dipartita. Non era mancato, tuttavia, l'apprez­zamento degli studiosi: Arpino era stato eletto recentemente Vice Presidente della Società di Storia militare.
Ho cercato finora di tracciare il profilo professionale e scientifico di Alberto nella maniera più oggettiva che mi era possibile: consentitemi, alla luce di una trentennale amicizia e di una collaborazione pressoché quotidia­na di almeno quindici anni, di dar corso ora ad alcune considerazioni personali. Alberto era una delle persone più intelligenti che io abbia mai conosciuto: la sua intelligenza era vivace, pronta, dinamica, creativa, ma anche, e, soprattutto, inquieta. La sua inquietudine lo portava a non essere mai soddisfatto, a ricercare sempre nuovi stimoli, a non accontentarsi di approfondire uno specifico campo d'indagine; dotato di grande disponibi­lità, amava entrare in rapporto personale con la gente, senza ombre di gradi o livelli sociali, riuscendo sempre a creare un contatto umano non formale. Questa sua affannosa ricerca di conoscenza aveva degli aspetti positivi per via della grande esperienza e delle larghe cognizioni che accumulava, ma aveva anche il limite della carenza di incisività e di specializzazione, carenza implicita nell'equazione che vedeva ogni scelta identificata come autorestri­zione.
La nomina a Segretario Generale nel 1995 aveva coinciso con una svolta importante nella sua vita professionale: per sua stessa ammissione,
<9 Nascita e formatone dell'esèrcito italiano e La Grande Guerra, in L'esercito italiano: sto­ria di uomini e armi, Roma, Editalia, 1988, pp. 45-79 e 81-94; Pensiero militare, cultura e professionalità dall'800 a oggi e Accademie, collegi e scuole militari degli Stati preunitari e dell'eser­cito italiano, in Le Accademie e le Scuole militari italiane, Roma, Editalia, 1990, pp. 7-64 e 65-160; Scuole militari, in Storia militare italiana 1796-1975, Roma, Editalia, 1990, pp. 229-238; I rapporti militari tra l'Italia e l'Australia 1867-1938, in Italia-Australia 1788-1988. Atti del Convegno di stadio, a cura di ROMANO UGOLINI, Roma, Edizioni dell'Ateneo, 1991, pp. 357-395; Fedeltà storica e iconografica nel Cinema, in Atti del Convegno Cinema e storia (Roma, 6-7 novembre 1991), Roma, Ediz. Eserciti e Popoli, 1992, pp. 41-47; Le fonti materiche, in Le fonti per la storia militare italiana in età contemporanea. Atti del III Seminario della Società di Storia militare (Roma, 16-17 dicembre 1988) (Pubblicazioni degli Archivi di Stato. Saggi, 25), Roma, Ministero per i Beni culturali e ambientali, 1993, pp. 297-299.