Rassegna storica del Risorgimento

Commemorazioni. Adam Wandruszka
anno <1997>   pagina <302>
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I primi anni renani sono dominati dal completamento della ricerca e dalla stesura della biografia di colui che chiamerà sempre il suo Pietro Leopoldo una figura che aveva incominciato ad affascinarlo al tempo della prepara­zione della monografia sulla casa d'Asburgo. Tra il 1963 e il 1965 escono i due volumi su Leopoldo II, arciduca d'Austria, granduca di Toscana, re d'Ungheria e di Boemia, imperatore romano . Si tratta dell'opera di più ampia mole e di maggior impegno di ricerca prodotta da Wandruszka, basata su un'imponente documentazione archivistica austriaca e toscana, la cui completa analisi gli fu possibile anche grazie alla scoperta della chiave di lettura della stenografia segreta del sovrano asburgico. L'approccio biografi­co, il gusto narrativo, l'amore per il particolare e per il dettaglio e la pro­spettiva dinastica si fondono nell'interpretazione del processo riformatore e nella storia dello stato, delle idee e della cultura. Il periodo di Colonia è segnato anche da un'intensa attività scientifica e da una frequente partecipa­zione a congressi a cavallo di tre paesi, Austria Germania e Italia.
Nonostante il prestigio dell'insegnamento nell'università renana, il ri­tomo a Vienna al quale pure si frapponevano ostacoli ancora legati alle vicende degli anni '30 rimaneva l'obiettivo di Wandruszka; nel 1969 egli venne chiamato, alla morte di Alphons Lhotsky, alla cattedra di storia austriaca dell'università rudolfina: rientrava così non solo nella sua alma mater ma anche nel suo antico Institut jur ostemichische Geschichtsforschung. Occuperà questa cattedra sino alla nomina a professore emerito, avvenute nel 1984. A Vienna l'attività di Wandruszka è stata caratterizzata da un grande impegno, non solo didattico ma anche all'interno di istituzioni scientifiche e editoriali. Vanno ricordate in particolare l'attiva presenza nelle diverse commissioni storiche dell'accademia austriaca delle scienze e la responsabilità dell'edizione, sempre per i tipi dell'accademia, della grande opera collettiva Geschichte der Habsburgermonarchìe, un'iniziativa avviata da Hantsch, caratterizzata da un approccio innovativo alla tematica asburgica e da un'imponente collaborazione internazionale, in particolare ad opera di studiosi provenienti dagli stati successori dell'Austria-Ungheria. Con questa e con altre iniziative si intensifica, anche per merito di Wandruszka, grazie alla neutralità austriaca, al riemergere di antichi legami, al disgelo interno nei paesi dell'Est e alla ripresa del dialogo culturale, la collaborazione tra la storiografia austriaca e quelle dei paesi dell'Europa orientale.
L'Italia è stata come si è avuto già modo di dire sin dal lavoro giovanile su Moering uno dei costanti punti di riferimento ed uno dei nodi fondamentali della riflessione storiografica di Wandruszka. Il libro di Pietro Leopoldo è ovviamente dedicato in gran parte alla Toscana del secolo dei lumi. Nell'anno della pubblicazione del primo volume della biografia ieo-poldina è uscita anche una monografìa su Austria e Italia nel diciottesimo secolo. Sul riformismo teresiano e giuseppino Wandruszka si è più volte