Rassegna storica del Risorgimento
Commemorazioni. Adam Wandruszka
anno
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1997
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pagina
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303
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Adam Wandruszka 303
soffermato, con interventi spesso pubblicati in Italia. H periodo riformatore e stato da lui visto, come ha affermato anche in un contrastato intervento al congresso internazionale di scienze storiche del '65 a Vienna, non come il preludio della rivoluzione, ma come un ciclo storico la cui piena maturazione e il cui completamento è stato forse interrotto e impedito dallo scoppio della rivoluzione.
Una gran parte dell'attività svolta da Wandruszka in Italia si è sviluppata all'interno dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano, ai cui congressi nazionali egli ha assiduamente partecipato per circa un ventennio nei primi anni, ed è stata la fase di più forte partecipazione austriaca alla vita dell'Istituto, a fianco di Heinrich Benedikt, Richard Blaas e Friedrich Engel-Janosi. Nel corso di questi congressi, durante i quali strinse tra l'altro una cordiale amicizia con Alberto Maria Ghisalberti, Wandruszka ha frequentemente preso la parola con relazioni e interventi. Soprattutto importante rimane la sua relazione sulla crisi finale della monarchia asburgica, presentata a Trento nel 1963, in un'atmosfera ancora carica di tensioni, nella quale mise al corrente il pubblico italiano della profonda revisione storiografica sull'ultima Austria ormai in atto.
Un'altra sede privilegiata della presenza italiana di Wandruszka è stata l'Istituto storico italo-germanico di Trento, di cui egli è stato socio fondatore, membro del comitato scientifico, poi presidente e quindi presidente onorario. L'Istituto trentino gli è stato particolarmente caro, sia per la sua funzione mediatrice nella quale Wandruszka si riconosceva, sia per la possibilità che di ha offerto di proseguire a pieno titolo la sua attività anche dopo quella forma di emarginazione che purtroppo si accompagna quasi inevitabilmente al pensionamento universitario. Nei volumi pubblicati dall'istituto Wandruszka ha lasciato il segno della sua personalità con alcuni contributi importanti, in particolare con quelli sulle correnti politico-ideologiche austro-tedesche, che rappresentavano anche un ritorno ai temi della sua prima maturità. Con Leo Valiani, Wandruszka fu tra l'altro curatore di una bella monografia sulla socialdemocrazia tedesca, austriaca e italiana; da ricordare è anche la sua collaborazione ad uno dei migliori prodotti della collana trentina, il libro su fascismo e nazionalsocialismo, edito da Valiani e da Karl Dietrich Bracher.
In un momento di crisi profonda nei rapporti italo-austriaci, in coincidenza con la fase più acuta della crisi alto-atesina, verificatasi verso la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70, quando sembrava che il riemergere di vecchi conflitti e di antichi pregiudizi potesse mettere in pericolo il dialogo ormai avviato, Wandruszka raccolse una proposta di Ettore Petta, allora corrispondente da Vienna del Corriere della Sera, e fu insieme a Franco Valsecchi l'iniziatore di alcuni convegni italo-austriaci, che a Igls, a Venezia, a Trento, a Conegliano e a Mantova misero a confronto interpretazioni storiografiche italiane ed austriache, contribuendo così al superamento di