Rassegna storica del Risorgimento
Commemorazioni. Adam Wandruszka
anno
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1997
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pagina
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304
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304 Angelo Ara
contrasti vecchi e nuovi. Allo stesso spirito di conciliazione dei convegni italo-austriaci e ad una rigorosa metodologia storiografica è ispirato il volume a quattro mani, pubblicato nelle due lingue, di Wandruszka e di Silvio Furlani, Austria e Italia: storia a due voci. Wandruszka apprezzava molto anche il rinnovato interesse italiano per gli studi asburgici, che si estendeva ormai ad opera di Emesto Sestan, Leo Valiani, Claudio Magns e altri studiosi ben oltre le tradizionali tematiche austro-italiane. Anche a Gorizia, in un'altra sede dedicata al dialogo, e non solo a quello italo-austriaco, l'Istituto per gli incontri culturali mitteleuropei, la voce di Wandruszka è risuonata spesso; nella città isontina egli ha tra l'altro presieduto un importante convegno sulla Mitteleuropa nel tempo.
Sarebbe troppo lungo e comunque incompleto un elenco di tutti i colleghi italiani con i quali Wandruszka stabilì rapporti non solo di collaborazione ma anche di amicizia. Vorrei ricordare soltanto, accanto a quello di Franco Valsecela, il suo amico più caro, il nome di Leo Valiani, del quale Wandruszka ammirava l'eccezionale statura di storico europeo, la formazione multinazionale, la profonda conoscenza della storia asburgica e del problema delle nazionalità, il rigore morale e la splendida e coerente lezione di vita, ma anche la capacità di comprendere chi aveva avuto itinerari esistenziali e ideologici diversi dai suoi
Nell'estate del 1994, a pochi giorni dal suo ottantesimo compleanno, Wandruszka era stato colpito al Lido di Venezia da una grave malattia, dalla quale non si sarebbe più completamente ripreso, neppure dopo il ritomo in Austria, che aveva ridotto la sua capacità di lavoro ma non assopito i suoi interessi, e che gli impediva ormai di lasciare Vienna. Con suo grande rammarico non aveva potuto partecipare ad una giornata in suo onore svoltasi a Roma il 10 novembre 1994 all'Istituto storico presso ristituto austriaco di cultura, una delle istituzioni in cui più intensamente aveva operato per decenni, soprattutto a fianco di Heinrich Schmidinger prima e di Otto Kresten poi Allo stesso modo non potè intervenire ad un convegno organizzato dall'Istituto storico italo-germanico su Arco come luogo di cura al tempo del tramonto della monarchia asburgica, un tema insolito e suggestivo alla cui impostazione aveva dato un contributo importante, tanto che per volontà di Paolo Prodi il suo nome figura giustamente, come coeditore del libro, sul frontespizio del volume che ne raccoglie gli atti. Si tratta della sua ultima pubblicazione.
Adam ha trascorso i suoi ultimi anni nella casa di Am Hof, circondato da tanti libri, da innumerevoli ritagli di giornale e dai suoi ricordi, assistito dalla seconda moglie, Helga Haupt, già redattrice della Presset e unita a lui quindi anche dalla passione per il giornalismo, che aveva sposato nel 1979, dopo la morte della signora Lina.