Rassegna storica del Risorgimento
1845 ; RIMINI ; ROMAGNA
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1921
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? casi di Bomctgna 411
modo meno graw, l'altro fuciliere svizzero Odermat. Costui, ohe era ubbriaco, protendeva uscire di città, malgrado fosse trascorsa l'ora dell'appello, e siccome il finanziere di guardia a porta Cer-vese voleva impedirglielo, egli, sguainata la spada, prese a minacciare a destra e a sinistra, finché non rimase ferito in una gamba da un colpo di arma da fuoco, sparato non si sa da chi.
Anche nelle Marche e nell'Umbria, le autorità pontificie erano seriamente preoccupate del lavorio dei rivoluzionari, e delle voci che correvano di una non lontana sommossa. Il delegato apostolico di Perugia, Mons. Belgrado, esponeva tali suoi timori a Mons. Governatore di Roma, e si lamentava di non avere disponibili, in caso di pericolo, che tre incomplete compagnie di fucilieri, una sezione di artiglieria montata, e un distaccamento d! venti dragoni per scortare i corrieri e le diligenze, oltre una compagnia di carabinieri, sulla fedeltà dei quali si poteva sicuramente contare. Nella sua lettera, lo stesso Mons. Belgrado, parlando dei Polacchi insorti, (1) affermava che essi erano stati bensì ridotti al dovere , ma che gli amatori delle novità , dalla loro riscossa, traevano motivo di orgoglio e di letizia.
A proposito delle Marche, ci piace riportale una lettera indirizzata, il 10 febbraio, pure a Mons. Governatore di Eoma, da un confidente, lettera non priva di interesse, per il disprezzo, cordialmente diviso, del resto, dai prelati romani, col quale vi si parla delle idee nuove che andavano sviluppandosi, e dei nuovi bisogni che il maturare di quelle idee, per necessità di cose, doveva portare con sé:
Qua finora si limitano a compiacenza e desidorii: ritengono che In Ancona, Iesit Senigallia e Macerato, debbano aver luogo 1 principali maneggi per divergere a questa parto la forza Svizzera, e fare che le Romagne possano insorgere liberamente, e prenderla in mezzo.
Una qualche impressióne ha fatta anche, nell'animo dogi' indifferenti, ciò che hanno detto nelle ultimo querimonie Mazzini e Gannii, (2) rispetto alla pubblicazione del codici civili e criminale, ripromessa, come essi dicono, dallo stesso Governo,: non che riguardo al bilancio ed erogazione delle rendite dello Stato. In quanto ai primi, si dice che ognuno vuol conoscere le leggi
(1) Si allude alla rivolta dì Cracovia e della Galizia.,
(2) Filippo Canuti, avvocato bolognese. Da Parigi, dove viveva in esilio, arato moralmente il moto del 1845, col noto scritto La questione italiana, e suggerendo le linee principali della rivolto.