Rassegna storica del Risorgimento

Storia politica. Secolo XIX
anno <1997>   pagina <315>
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Alessandro Malaspina 315
opinioni politiche. Fu prima sua cura chiedere la mediazione di Napoleone per la liberazione dell'amico. Non si poteva troppo facilmente negare a Napoleone la grazia, e così il Malaspina fu liberato e si recò a Milano.
Questa ricostruzione della vita di Alessandro Malaspina, ancorché im­precisa in alcuni particolari, ebbe il merito di consegnare agli studiosi italiani un testo poi ampiamente riutilizzato e, in certa parte, persino enfatizzato.
Ma intanto la bibliografia malaspiniana registrava alcuni altri deboli passi in avanti. Nel 1840-41 usciva a Prato, ad esempio, la Raccolta di grandi viaggi curata da F. C. Marmocchi, nella quale trovavano posto alcune note sulla spedizione Malaspina, così come essa era stata ricostruita dal Navarrete in Spagna.10) Nel 1883 vide inoltre la luce il saggio di Emanuele Greppi, che sulla Nuova Antologia pubblicò le lettere del Malaspina al conte Paolo Greppi, che era stato grande e fraterno amico del navigatore. Con il saggio del Grep­pi, si può dire conclusa la faticosa ricerca preliminare troppo lentamente portata avanti dagli studiosi italiani del Malaspina.11) Nel 1897 usciva a Pistoia la Storia della Ljtnigiana feudale di Eugenio Branchi, che, tra l'altro, rivendicava a sé le notizie a suo tempo utilizzate dal Litta per la sua scheda sui Malaspina. Brunella Solinas non manca anche di annotare che si deve al Branchi la leggenda che Malaspina avesse trascorso gli ultimi anni pontremolesi nell'iso­lamento e nella povertà, una leggenda che contribuirà ad aumentare la sim­patia per lo sfortunato navigatore, ingiustamente dimenticato, e che perciò, creando intorno a lui un alone di eroismo, venne volentieri accettata e svi­luppata dai biografi successivi.12)
10) H Marmocchi utilizzò la traduzione francese del Navarrete: M.R NAVARRETE, Rela-tions des quatre voyages entrepris par C. Colombo pour la découverte du Nouveau-Monde de 1492 à 1504, suivies de diverse* lettres et pièces inedi/es, Paris, 1828 (cfr. B. SOLINAS, op. cit., pp. 198-199). Grazie a questi autori, la biografia di Malaspina si arricchiva delle notizie ricalcate dal Navarrete (e riprese dal Marmocchi) sul Certificato dì servizio conservato a Madrid. Questo documento fu poi pubblicato in C. CASELLI, Alessandro Malaspina e la sua spedinone sa e n tìfica intorno al mondoy Milano, 1929. Il Navarrete era stato il successore dei malaspiniani Espinosa e Bauzà alla direzione del Deposito Hydrografico (Museo Naval) di Madrid ed aveva anche pubblicato un'altra Relazione (attribuita a Dionisio Alcalà Galiano, anch'cgli collaboratore di Malaspina) sul viaggio al nord-ovest delle golette Su/il e Mexicana (Madrid, 1802). Il Mar­mocchi riferisce anche che il padre Massimiliano Ricca aveva raccolto materiali per una biografia del Malaspina, ed in tal modo rende possibile l'utilizzazione delle carte del Ricca, che tuttavia verranno rese pubbliche solo più tardi attraverso gli studi di G. CAMPORI, Della vita e delle avventure del marchese A. M. e Notìzie della vita del marchese A. M., entrambi in Memorie della Reat Accademia di Sdente, Lettere ed Arti di Modena, 1862 e 1868. Su Massimiliano Ricca, cfr. L. PlCANYOL, Lo scolopio M.JL e il suo elogio sul grande navigatore A. Al, Roma, 1935.
") Cfr. E, GREPPI, Un italiano alla corte di Spagna nel secolo XVTH. AM.t in Nuova An­tologia, 1883. In questo studio, oltre agli scritti del Gcrini, del Litta e del Campori, viene anche utilizzato quello di M. JMENEZ DE LA ESPADA, Una causa de Estado, in Rivista contempo­ranea, Madrid, 1881 (XXXI, voi. IV, 28 febbraio, pp. 401 e sgg.; XXXII, voi. Ili, 15 maggio, pp. 279 e sgg.; XXXIII, voi IV, 30 giugno, pp. 401 e sgg.).
,2> B. SOLINAS, op. àt.> p. 201. Completano il quadro della storiografìa malaspiniana nel nostro paese alla fine del secolo scorso i contributi della Società Geografica Italiana, dovuti