Rassegna storica del Risorgimento
1845 ; RIMINI ; ROMAGNA
anno
<
1921
>
pagina
<
412
>
Ottorino MonUnwed
colle quali debbono regolarsi gì interessi di privati, e che quelle del Coclite Girati nioneo e delle Pandette sono divenate gli oracoli d'Apollo, ed in lingua sconosciuta, dalla massima parto delle popolazioni, e lasciano perciò ai giudici un arbitrio smoderato, ed alla gente di Curia un largo campo a rodere il patrimonio do' litiganti.-ì' illudono poi, rispetto alle rendite, con quel ditterio che chi paga "ha diritto dì conoscerà come nono U spese erogate. Questi due punti si fanno òggi giocare per fomentare ed accrescere malcontento in tutti i ceti.
Circa la metà dello spirante mese, una conventicola di oltre quindici giovinastri del ceto degli artigiani, a notte avanzata, si fecero a percorrere le vie di questa città. (1) cantando arie minacciose, e forzando anche la porta della casa di un. onesto artigiano, con motti' ingiuriosi alla moglie. Si dicono a ciò mossi <la calore'. di vino bevuto in una cena: almeno sotto questo rapporto sono scusati dai protettori, ohe s'interpongono presso la Pulizia.
Si accrescono giornalmente le masse de' ladri nel circondario di Sì 1-pidio, governo prossimo a questa città, le quali frequentemente assalisoòno le caso di campagna, e ne spogliano gli abitanti di tutto ciò che vi trovano. Si conosce che sono già in numero di quaranta, e che hanno per ricettacolo una contrada denominata le Cascine. In una casa di questa contrada, ultimamente furono rinvenuti dieci fucili nascosti, senza che vi si trovasse alcun inquilino. La Pulizia agisce, ma lentamente. Se i confidenti non sono pagati, nulla si ottiene. Oltre a ciò, vi vorrebbe aumento di Forza, e soggetti di miglior criterio per la direzione. Il capo della Provinola non ha molta elasticità d'ingegno, mentre è fornito di molta bonomia. Si sgomenta facilmente, e le misure da prendersi non rimangono in segreto, e perciò il più delle volte inefficaci.
Da quanto si è esposto, è facile convincersi però che i timori del governo pontificio erano esagerati; per Patavica indifferenza della maggior parte delle popolazioni, e, sopratutto, per non avere i rivoluzionali un vero piano di azione. Essi sarebbero stati in grado bensì di originare un movimento come quello dell'anno precedente, ma in nessun caso di dar vita a una rivoluzione così radicale, da abbattere il dominio temporale dei papi, e sostituirsi a esso.
Basterà ricordare, infatti, che a Marsiglia, dove si erano ri-t'uggiati, gli emigrati riminosi avevano preso sul serio i progetti del celebre generale Giovanni Priin, (2) che, a qualunque costo,
(1) Fermo.
(2) uerriei'O e uomo di stato, a cui la Spagna, dalla quale a lungo fu esule, dovette il ristabilimento della monarchia col principe Amedeo, duca d'Aosta, dopo la rivoluzione del 1868, ohe detronizzò Isabella H.