Rassegna storica del Risorgimento
Roma. Storia. Secolo XVIII
anno
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1997
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pagina
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322
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LA ACCADEMIA ESQUILINA: ASPETTI DELLA VITA CULTURALE NELLA REPUBBLICA ROMANA DEL 1798
1. - H marchese Biondi scriveva all'Antinori nel 1818 (ma le sue parole possono valere, ancora di più, venti anni prima): Io non ho quasi giorno che non abbia una adunanza letteraria. Archeologia, Lincei, Arcadia, Tiberini, Accademia di Storia romana, Accademia degli occulti in casa O descalchi.1)
Ma perché tutto ciò? Perché solo in questo modo, coloro che più di ogni altra cosa volevano fuggire dalla realtà quotidiana, potevano astrarsi dal reale e dal contingente. Questa, infatti, se non vado errato, è proprio la caratteristica delle accademie settecentesche, che sono un mondo, senza rapporti con l'esterno e senza legami. La poesia, la pura assoluta poesia vi regnava sovrana. Senza impegno sociale, politico o di pensiero. Il motto di tutte le accademie letterarie di quel tempo, poteva essere, senza tema di errore, il dannunziano il verso è tutto : il verso, l'eleganza tutta esteriore della frase, della sestina o dell'ottava, delle strofe o dell'ode: a tutto il resto del mondo ci si poteva pensare, forse, dopo, quando fossero aperte le porte: mai dentro l'accademia. Ed una riprova di ciò la si ha proprio scorrendo la storia di una misteriosa accademia romana all'inizio del 1798.
2. - H gennaio 1798, infatti, è un mese cruciale nella storia dello Stato pontificio: il 28 dicembre 1797 era stato ucciso a Roma il generale francese Duphot e i francesi con alla testa Berthier, si avvicinavano minacciosamente a Roma.
Il 15 gennaio 1798 Greppi scriveva al padre: Roma vive sempre più nell'ansietà e quell'infelice popolo è ben più vicino ad una terribile catastrofe per la carestia di tutti i viveri, che per effetto di un cambiamento politico a.2) E il Valentinelli scriveva: Si avanzano le temute soldatesche francesi, verso Roma. Erano gli abitanti sospesi tra la costernazione e la
') Lèttere inedite di Vincenzo Monti, d'Ippolito Pindemonte, di Luigi Biondi, di Paolo Costa, di Urbano Lampreda di Tommaso Gargallo, di Gian Gherardo De Rossi e di altri, Roma, 1846, p. 141.
3 La rivoluzione francese nel carteggio di un osservatore italiano (Paolo Greppi), Milano, 1904, voi. Ili, p. 271.