Rassegna storica del Risorgimento
Roma. Storia. Secolo XVIII
anno
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1997
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pagina
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329
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JÌ Accademia Esauilina 329
Tu nel roman liceo tra* nomi e verbi si ben spendesti il tempo e la fatica, che già la fama de' tuoi dotti alunni è penetrata dall'Occaso agli Unni.
Era nato a Roma il 16 agosto 1747; fu precettore della famiglia Cae-taru che sempre lo protesse: in un anno imprecisato, fu Presidente della Accademia Tiberina.19) Durante la Repubblica Romana, fu il primo, come dice il Sala,2 ad ottenere, lui laico, una Cattedra al Collegio romano, ma, aggiunge per ordine delle autorità costituite. E nel Collegio romano recitò ai suoi alunni un Discorso per celebrare la erezione dell'albero della libertà,21) nel quale disse fra l'altro: La libertà consiste in poter fare tutto ciò che la ragione e le leggi permettono, e quando la libertà si conserva fra questi limiti ne risulta ancora l'eguaglianza fra i cittadini perché siccome niuno può attentare in pregiudizio dell'altro, così tutti sono egualmente liberi, egualmente sicuri della propria vita, e delle proprie sostanze.
Anche Battistini, quindi, come l'Alborghetti, è persona di primo piano della vita culturale romana di questo periodo: e come l'Alborghetti, non esita, dopo aver esaltato la libertà, a cantare Ferdinando IV liberatore.22)
BERARDI MATTEO - Nato ad Albano nel 1745, morì a Pisa nel 1805. È forse, il rappresentante più tipico del Settecento romano; poeta improvvisatore, ebbe infatti, per queste sua facoltà, fama grandissima che lo pose alla pari, se non addirittura al di sopra del Gianni e di Conila Olimpica. Di lui scrìsse Biondi:23) Il povero Berardi fu eccellente all'improvviso, in modo che non ha, né ha avuto competitore. I suoi più belli versi estemporanei sono II Cinto di Venere ed un Inno a Pindaro. Si sa che improvvisò anche eccellentemente YEteoc/e e Polinice. Ha composto inoltre dei bei sonetti, fra i quali il ritratto di Orazio e d'Ovidio. Anche in altri generi è riuscito: ed è vaghissima l'anacreontica sulla tortorella di Nice. Amato dai grandi, morì povero. Fu piacevolissimo, ma pungente, ed aveva de' sali non comuni.
V. Vaccolini in DE TffALDO, op. cit.y voi. Ili, p. 221.
3 G.A. SALA, Diario Romano degli anni 1798-99, in Scritti di G.A. Sala, pubblicato sugli autografi da G. Cugnoni, Roma, 1882, voi. II, p. 115.
?') Discorso recitato dal Cittadino Francesco Battistini professore di umane lettere nel Collegio Romano, essendosi ivi eretto l'albero della libertà, Roma, 1798.
23 Adunanza tenuta dagli Arcadi nella Sala del Serbatoio il 20 Marp 1800 per celebrare la liberazione di Roma seguita per metgp delle armi della S.R.M. Ferdinando IV, Re delle due Sicilie, Roma, Lazzarini, 1800. Oltre al Battistini scrissero versi, in quella occasione, i seguenti Accademici: Giuseppe Capogrossi (Eudemo Pigelio) e Giuseppe Alborghctti. Il Battistini, in Arcadia, aveva nome Miegète Inopia.
Lettere inedite cit., p. 122: lettera di Biondi ad Antinori del 28 maggio 1806.