Rassegna storica del Risorgimento

Roma. Storia. Secolo XVIII
anno <1997>   pagina <331>
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La -Accademia Esquilina 331
CALAI FRANCESCO - Di lui si sa solo quel che ne dice il Palombi:
Da voi non lungi il buon Calai rimiro fra lo stuol degli amici a me più cari che mi spinsero a dar l'ultima mano al mio lavor non affrettato invano.
Il Biondi ne fa un rapidissimo cenno in una lettera del 28 maggio 1806, all'Antinori, dal quale si ricava solo che Calai avrebbe potuto far parte dell'Arcadia.27)
CAPOGROSSI GIUSEPPE - Era avvocato e professore di filosofia, diritto canonico e civile. Appartenne all'Arcadia col nome di Eudemo Pigelio. Si dilettava specialmente a scrivere versi latini, dei quali un esempio può aversi in questi scritti in memoria di Gian Gherardo De Rossi*
Carmina enim tabulae pictae tua Fabula et omnis sunt Charitum innumeris illita blanditiis.
CASOLINI - Sconosciuto.
COLETTI MICHELE - Nome completamente sconosciuto.
DE Rossi GIAN GHERARDO - E il più famoso degli accademia, tanto che il suo nome è ricordato ancora oggi. Nato nel 1754, morì nel 1827. Fu poeta metastasiano e commediografo alla Goldoni Delle sue opere si ricordano ancora oggi gli Schermi pittorici e poetici stampati dal Bodoni nel 1795. Tra gli arcadi ebbe il nome di Venuto Sceo. Direttore della Accade­mia portoghese in Roma, fu anche archeologo e critico d'arte. Un aspetto quasi inedito della sua vita fu la sua attiva partecipazione alla vita della Repubblica Romana, come Ministro delle Finanze, carica alla quale fu no­minato il 12 settembre 1798 e dalla quale diede le dimissioni il 26 dicem­bre, quando fu sostituito dal francese Duport
Era un ministero di non rilevante importanza, che non comportò, da parte del De Rossi, l'assunzione di gravi responsabilità. Ed infatti gli atti pubblicati a suo nome sono assai pochi: il primo è (nella Collezione di carte pubbliche) del 15 settembre 1798 e l'ultimo, del 19 novembre 1798.
Ma non è della sua attività politica che ci dobbiamo occupare in que­sta sede, beasi della sua attività letteraria, quella cioè più strettamente connessa con l'Accademia Esquilina. Tuttavia si può ricordare ancora come egli giustificasse questa sua parentesi politica, affermando: Nell'effìmera repubblica romana fui membro dell'Istituto nazionale e presidente di una
2?) Lèttere inedite cit, p. 125.