Rassegna storica del Risorgimento

1845 ; RIMINI ; ROMAGNA
anno <1921>   pagina <415>
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I oasi di Romagna 415
atra sorella, l'eroina della causa della liberta, ci rammenta gli sforai por to­gliersi la catena del più potente dei nostri tiranni, ma ci rammenta ancora gli effetti di un movimento premature.
L'Austria, negli ultimi recenti fatti, ha insegnato ai popoli con quali arti malvaggie i Governi Si sforzarono ad opprimere i sentimenti della sovra­nità del popolo, (1) che ad onta della confisca, del carcere, della morte, si fanno ogni giorno più grandi e consistenti.
Gioventù Italiana! La perfidia del Governo Austriaco vi sia ognora pro­sente: in Cracovia si fanno travestire i satelliti del despota infame, li mi­schiano coi coloni ignari del vero, e con seducenti allocuzioni si predica che lo scopo della libertà è quello di condurre II popolo all' ignavia della servitù. Così si perseguitano le torme degli accusati, i canti per la libertà della pa­tria. E' inaudita barbarie del secolo ! ogni Polacco, vìve o morto, consegnato al Governo, da diritto all'assassino di percepire un premio pecuniario ! Donne, vecchi, fanciulli, caddero miseramente, vittima della strage. Ecco la causa della indipendenza Polacca divenuta peggiore, quella causa comune anche a noi, che vogliamo la libertà, dono prezioso di Dio. bella nelle sue istituzioni sociali, se è -unita all'obbedienza delle savie leggi.
Animosa Gioventù Italiana! La patria vi esorta ad essere circospetti, non v'illudano uomini, atti, parole ohe tralucano di apparente verità. 1 mar-tari della nostra patria dai loro Sepolcri ci raccomandano circospezione, pru­denza. L'Italia nostra sarà rigenerata, ma voi inermi, divisi e senza guida, non vi gettate nelle mani del carnefice, del tiranno ohe vigila sugli atti vo­stri, che inquisisce e; "vi tiene a calcolo perfino le paróle. Ogni azione incon­siderata e precoce è dannósa per noi. Le sventure di Modena, del Torinese. le più recenti della Romagna e di Napoli, ve ne offrono luminoso esempio.
Lo stendardo Italiano s'innalzerà sulla sommità delle Alpi, ed il grido di patria ed amore percorrerà il snolo italiano siccome elettrica scintilla !
Ma lo stendardo italiano lo vedrete circondato da esercito valoroso, pronto a sfidare gli stenti, le privazioni, la morte; Allora voi prendete lo armi, combattete per la patria, ed è santo chi umore per la patria. La vostra unione Dio la decretò, noi la vogliamo, ed il popolo che vuole è potente
come Dio.
Torino, dalla Società Conti-ale (2) Maggio 1846.
Ogni minima cosa, anche la piti insignificante, dava motivo a sospetti: in ogni pubblica riunione, nelle stesse fiere del be­stiame, che tanto spesso ricorrevano nelle Marche e nelle Bo-magne, si vedevano conciliaboli di affigliati alle sette, riuniti alla luce del sole pei1 meglio ingannare la polizia. A cinquantamila
(1) Vedi; Gazzetta di Venezia* 5 aprile ,
(2) S'intende della Gievano Italia.