Rassegna storica del Risorgimento

Toscana. Storia. Secolo XIX
anno <1997>   pagina <353>
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Toscana costituzionale: la gestazione dello Statuto del 1848 353
con cui il Ministero affrontava queste richieste popolari: il Governo non è forte lo so: ma chi lo indebolisce, non è né il popolo né la stampa. Il Governo s'indebolisce perché da sé stesso si chiama debole, perché più parla che fa; perché non costituisce sé e lo Stato. [...] Non vi è rimedio ve lo diceva anche Capponi, dovete costituire voi stessi . 73) Dalla seconda metà di gennaio, anche il giornale La Patria, in numerosi articoli di Salva-gnoli e Massari, attuava una pressante offensiva per spingere il governo a concedere la costituzione. Lo stesso Serristori, quale messo di corte, nel resoconto di un suo viaggio d'ispezione sullo stato delle popolazioni in Toscana, scriveva al granduca i primi di febbraio: qua grandissima è l'esal­tazione, la quale credo calmerebbe, se venissero pubblicate delle basi per un nuovo ordinamento come a Napoli e a Torino. Queste basi potrebbero servire al lavoro della commissione di cui fa parte il cavalier Lami, [...] ove si tardasse, credo si avrebbero dei tumulti.74)
Come si capisce anche dalle parole di Serristori, gli avvenimenti di Napoli, da dove giungevano sempre più frequenti le voci di una costituzione che il popolo insorto aveva strappato al sovrano, e di Torino, dove Carlo Alberto, questa volta non tentennante , aveva con un proclama dell'8 febbraio 1848 promesso uno statuto rappresentativo, di cui aveva conte­stualmente fissato le basi, diedero un impulso notevolissimo alle rivendica­zioni dei toscani75) Ricasoli ricordava sul suo giornale che era necessario rompere gli indugi: Ora noi dobbiamo dire: chi può darla (la costituzione) non può ritardarla; chi dee riceverla, dee facilitarla Ed ancora, qualche giorno più avanti, molto perentoriamente sosteneva che La Toscana ha diritto ad avere una vera e propria Costituzione politica [...] quanto più si tarda a stipulare questo patto fra Principato e Popolo tanto più il Principato
'48, in Bollettino storico pisano, 1948, pp. 247-353. Sulla partecipazione di Guerrazzi alle agitazioni di questo periodo, interessante appare la testimonianza dello stesso, il quale scriveva ai suoi concittadini: con amarezza inestimabile sento come si abusi del mio nome prendendolo a bandiera di commozioni popolari Se questo avvenisse per l'opera sconsigliata di amici io li prego a desistere, a considerare quanto sia vergogna confondere un principio con una persona [...] continuando così io mi determinerei abbandonare questo paese che come patria amo ed onoro, in BFP, Carte Puccini* cass. XV, ins. n. 87. Manifesto a stampa, Livorno, 29 novembre 1847.
73? B. RICASOLI, Lettere e documenti, raccolti e curati da A. Goni, M. TABARRJM cit, p. 301.
7*> ASF, Segreteria di Gabinetto, Appendice, f. 20, ins. 23.
79 ASF, Segreterìa ài Gabinetto, Appendice, t 23, ins. 25. Indicativa dello stato di agita­zione in tutta Italia e dei vari stratagemmi usati per ottenere la costituzione, risulta anche la notizia che il ministro Martini inviò a Firenze da Torino, dove sembra che, o per stimolare Cario Alberto, o per mettere lo stesso Leopoldo II di fronte al fatto compioto, fosse stata diffusa, sostenuta pure da presunte prove, la notizia che in Toscana si era concessa la Costituzione. Era in realtà una manovra ben ideata dei Costituzionalisti .
W La Patria, [Firenze], n. 149, 3 febbraio 1848.