Rassegna storica del Risorgimento
Toscana. Storia. Secolo XIX
anno
<
1997
>
pagina
<
354
>
354
Antonio Chiavistelli
si indebolisce.77) Ancora più incisive risultavano le parole che si leggevano sul giornale di Livorno: Suprema necessità spinge il Governo toscano a ordinarsi, ... [del resto] che il sistema rappresentativo sia per noi una necessità è cosa che tutti sanno ... [si deve attuare con] un'assemblea di persone nominate dal popolo con diritto di votare tutte le leggi e facoltà di proporle, [ciò] è l'attuazione del sistema rappresentativo.78)
In questo contesto, ancora una volta giungeva da Ricasoli una riflessione più matura, che sicuramente innalzava il livello della discussione. Egli, infatti, affermava in una lettera destinata a RidolfL* La Toscana attende anch'essa il suo Statuto fondamentale, e più degli altri paesi italiani aveva ragione di sperarlo prima d'oggi; [...] queste civili libertà non sono però più Toscane che Italiane, ... [ma] dei popoli della terra; perché il progredire nelle civili libertà (e questo non sempre avvertì il toscano governo) non è un monopolio; è legge del mondo morale, [...] ogni indugio può generare gravissime sciagure.79)
All'inizio del 1848, quindi, gli elementi del dibattito pubblico sulla costituzione erano ormai abbastanza delineati II problema fondamentale era tuttavia rappresentato dall'immobilità del governo che, se in certe sue componenti arrivava ad ammettere la necessità di innovare le istituzioni con blande riforme, certo era molto lontano dall'idea di un nuovo assetto istituzionale.
4. Quale Costituzione?
Una parte molto interessante del dibattito che si sviluppò in questo periodo in Toscana riguardava l'assetto istituzionale che tramite la costituzione si voleva dare al Paese: in altre parole, il modello su cui basare la carta fondamentale del granducato.
I termini di questo dibattito forniscono, oltreché la misura del livello della coscienza politica e della cultura giuridica dei partecipanti alla discussione, anche e soprattutto, indicazioni abbastanza precise sull'attitudine che questi protagonisti avevano maturato nei confronti della dimensione locale e municipale. Questa attitudine, sebbene sia stata più volte ed in varia maniera sottolineata dalla storiografia, talvolta è stata liquidata con la giustificazione che questa caratterizzasse solo gli attori minori della scena politica toscana. Dalla corrispondenza e dai vari scritti e saggi del periodo esaminati
La Patria, n. 159,13 febbraio 1848.
78i lì Corriere Livornese-, [Livorno], n. 68, 15 febbraio 1848.
" B. RICASCHI, Cartel raccolti e curati da M. NOBILI e S. CAMERANI, Roma, Istituto storico italiano per l'età moderna e contemporanea, 1945, voi HI, p. 26. Ed anche: B. RICASOLI, Lettm e documenti, raccolti e carati da A. GOTTI, M. TABARRTNJ cit, p. 308.