Rassegna storica del Risorgimento
Toscana. Storia. Secolo XIX
anno
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1997
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pagina
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Antonio Chiavistelli
con gli ambienti di corte, così da mantenere sempre saldamente la partecipazione più o meno diretta alla gestione del potere.85)
Questo dibattito sulla carta da adottare in Toscana, ancor più che per le generiche rivendicazioni di costituzione, si svolgeva sui giornali o, a livello più sommerso, tramite una fitta rete di corrispondenza tra i vari animatori della scena politica toscana.
Modelli di riferimento rimanevano i tradizionali, rappresentati dalle carte francesi del 1814 e soprattutto del 1830, quella belga del 1831 e le istituzioni inglesi che apparivano al tempo stesso attraenti e misteriose. Del resto, è pur vero che negli ordinamenti della penisola italiana, [...] a causa dello scarso sviluppo della coscienza civile e politica [...] non era pensabile che la borghesia potesse prescindere dall'accordo con la Corona, ... [e ciò anche per] il carattere moderato dei gruppi socialmente più attivi.86)
In Toscana, tuttavia, il dibattito non verteva solo sull'adozione di uno degli esempi stranieri, ma come derivazione delle tendenze viste in precedenza, anche e soprattutto sull'eventuale creazione di un modello prettamente toscano. Testimonianza a tal proposito interessante è rappresentata dall'opinione che Carlo Matteucci esponeva in una lettera destinata al conte Balbo:87) Un Senato ed una Camera dei Pari, ... [come] potere interposto fra il Principe ed il Popolo, lo credo buono dove esiste naturalmente, perché rappresenta una forza naturale, [...] così la Camera dei Lords ... [è] gran cosa in Inghilterra perché Ì Lords sono una gran cosa nel paese, [...] Io non credo che questa cosa esista tra noi e per questa ragione non vedo un potere costituzionale da una cosa che non esiste88) [...] Io, men che gli altri ho creduto che dovessimo inventare una Costituzione toscana, perché sono convinto che i principi politici della Costituzione inglese e francese sono opera eterna, [...] ma credo utile e sano di farne una che si adattasse al
una esaustiva analisi dal punto di vista storico ed ideologico del testo di questo progetto, si veda MARIA GRAZIA MELCMONNI, Uno statuto per l'Italia nella stratega rivoluzionaria degli esuli (1831-1833), Pisa, Domus Mazziniana, 1991.
85) Come già detto, caratteristica degli ambienti politici toscani era proprio quella di presentare una sorta di permeabilità tra gli ambienti governativi e dei notabili, così che, spesso, si assisteva ad una sovrapposizione di ruolo tra coloro che facevano parte delle istituzioni, e coloro che si collocavano tra la borghesia come ispiratori del movimento di rivendicazione costituzionale.
**> C. GraSALBERTI, Storia costituzionale d'Italia 1848-1948 cit, p. 27.
W Cesare Balbo, acceso sostenitore della costituzione, aveva in precedenza cercato di convincere Matteucci del fatto che, vista l'urgenza di avere una costituzione, sarebbe stata cosa utile per i toscani accettare immediatamente una carta sul modello francese.
w) A tal proposito si vedano le considerazioni di Corboli Bussi nel suo documento del 15 febbraio 1848. Cfr. NINO CORTESE, Costituenti e Costituzioni italiane del 1848-1849, Napoli, libreria Scientifica Italiana, 19512. p. 113.