Rassegna storica del Risorgimento
Toscana. Storia. Secolo XIX
anno
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1997
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pagina
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359
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Toscana costituzionale: la gestazione dello Statuto del 1848 359
resto, così come avveniva durante l'epoca leopoldina, adesso la riunione del Corpo dei sudditi [rappresentava] ancora un episodio, l'idea di una permanenza del Corpo legislativo [...] non [riusciva] a far breccia in una struttura normativa che denunciava in modo evidente l'originaria estraneità nei confronti dei contrepoids politiques da affiancare ai poteri del sovrano.")
5. A. Corte si spera ancora: il motuproprio del 31 gennaio 1848
Alla fine di gennaio, dunque, la situazione sociale della Toscana era particolarmente effervescente, ed altrettanto in agitazione erano gli ambienti di corte che, soprattutto dopo i già citati fatti del Regno delle Due Sicilie,100) vedevano di giorno in giorno ridursi i margini d'azione per contenere le richieste di una costituzione che desse un assetto veramente rappresentativo alle istituzioni del granducato.
Primo tentativo di risposta da parte del governo alle crescenti richieste del notabilato toscano, è costituito da un motuproprio granducale pubblicato il 31 gennaio 1848, che tuttavia evidenziava come a Corte fosse ancora lontana l'idea di una costituzione; vi si leggeva infatti: Ci femmo un grato dovere d'inoltrare i toscani nella via di quel progresso civile, nella quale già gli avi nostri li avevano felicemente incamminati, [...] siamo venuti nella determinazione di ordinare che siaci presentato un progetto di riforma dell'attuale legge sulla stampa ed un altro progetto di riforma dell'istituzione della Consulta di Stato, coordinato quest'ultimo ed armonizzante quest'ultimo con le innovazioni che saranno per introdurre nel sistema municipale, onde giunger così a perfezionare quell'opera che deve assicurare prosperità al paese, [...] abbiamo [perciò] incaricato i seguenti soggetti,101) cioè il cavaliere Niccolò Lami, il marchese Gino Capponi, il cavaliere Leonida Landucci, il professore Pietro Capei, l'avvocato Leopoldo Galeotti .10> Come risulta
"i Cfr. B. SORDI, L'Amministratone illuminata: riforma delle comunità e progetti di Costituitone nella Toscana Leopoldina cit, p. 401.
'W Quando 3 26 gennaio il re Ferdinando II concedeva, costretto dagli eventi la Costituzione, a Pisa si ebbero manifestazioni di felicità e in teatro fu esposto il tricolore, e la popolazione con a capo gli studenti usd nelle strade centrali illuminate, e spese in grida e canti tutta la notte, qualche giorno dopo il professor Pilla partecipava ad un banchetto con alcuni napoletani per festeggiare l'evento. Cfr. ERSILIO MICHEL, Maestri e scolari dell'università di Pisa negli avvenimenti del f84S9 va Bollettino storico pisano cit, p. 17.
,M) La composizione di questa commissione, da taluni definita dei quinqueviri , dimostra ulteriormente quanto affermato in precedenza a proposito della sovrapposizione di ruolo tra componenti degli ambienti governativi e notabili del ceto borghese, estranei alle istituzioni.
Q2) ]ut Assemblee del Risorgimento, Roma, Tipografìa Camera dei deputati, 1911, voi. Ili, p.3.