Rassegna storica del Risorgimento
Toscana. Storia. Secolo XIX
anno
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1997
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pagina
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361
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Toscana costituzionale; la gestazione dello Statuto del 1848 361
ha creato questa mattina una Commissione per rivedere la legge sulla Consulta e quella sulla Stampa. [...] Debolezza del governo, che non calmerà nulla, doveva o accordare di più o domandare si rinunziasse a chiedere.10 Collegno nella stessa lettera criticava anche le scelte del governo a proposito dei componenti la commissione, vedendo come un elemento di futuro contrasto, l'esclusione da questa di uomini, anche illustri, gravitanti intorno al giornale ha Patria.*09) Anche Guerrazzi mostrava molte perplessità sulT operato del governo, e scrivendo all'amico Niccolò Puccini, commentava: il governo istituisce la Commissione per la Stampa e per la Consulta [...] ma adesso è tardi, perché sembra stretto dagli eventi, sembra che non abbia [agito] di spontaneità, si lascia dominare invece di dominare i tempi, [e] per governare fortemente bisogna [invece] andare avanti non dietro al carro,110) per poi concludere che la imitazione napolitana riuscirà contagiosa.111) Matteucci, ad ogni modo, continuava a sperare che il motuproprio fosse un vero pronunciamento del granduca a favore della attesa costituzione; infatti, scrivendo anch'egli a Balbo, sosteneva con tono enfatico: Insomma, avremo una forma rappresentativa di governo con una catena di poteri che cominceranno dai consiglieri comunali eletti dal popolo passando per i consiglieri provinciali e infine terminando in una Consulta deliberante sopra alcuni punti. [...] Ora siamo tutti in moto per condurre Roma e Torino con noi.112) È chiaro che Matteucci esagerava, forse tradito dalle sue aspettative, enfatizzando questa ottimistica interpretazione. Del resto, dopo aver conosciuto il testo, anche Montanelli, come si è già visto, temeva un inganno del governo, e lo stesso Ricasoli condivideva questi dubbi, tanto che già il 4 febbraio 1848 scriveva sulle pagine de La Patria: Il concetto del Risorgimento Italiano è inseparabile da quello del principato civile ed il principato italiano non può esistere se non a questa condizione di essere civile.113) Ed è sempre in questi giorni che egli lanciava la già citata, perentoria richiesta: Chi può darla (la Costituzione) non può ritardarla.
La commissione diveniva, dunque, oggetto di attenzioni e critiche da parte dell'opinione pubblica, non tanto per la caratura intellettuale dei suoi componenti, che erano tra gli studiosi più rispettati e stimati della Toscana,
ripartire senza nemmeno scendere dal convoglio al suo arrivo da Firenze. Cfr. R. P. COEHNI, Il granducato diToscana dagli annifrancesi all'unità cit, p. 390.
IOB) E. PASSAMOKn, Alcuni documenti inediti sulla Costituitone Toscana del 1848 cit, p. 674.
10*9 Scriveva infatti: Escludendo da questa Commissione quelli della Patria, se gli inimicarono gratis, cfr. ibidem.
no) BFP, Carte Puccini, casa. XV, ins. n. 89. Lettera a Niccolò Puccini, Portofernùo, 6 febbraio 1848.
" Ibidem.
"9 E. PASSAMGNTJ, op. cit, p. 675.
"3) La Patria, n. 150, 4 febbraio 1848.