Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storiografia. Secolo XIX
anno <1997>   pagina <554>
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rurali lombardi. Della Peruta insomma in questi tre saggi, attraverso un esame attento delle condizioni dì vita delle plebi della campagna, delle tecniche agrarie e delle varie forme di contratto tra proprietari e contadini, ci dimostra con un'analisi esaustiva quanto era disastrata la situazione del nostro contado; inoltre ci convince che il non averla risolta è stato un pesante Fardello che ci siamo tra­scinati fino alla prima metà del Novecento e di cui paghiamo tuttora le conse­guenze.
Ma veniamo al secondo saggio, dove è stato ricostruito il processo di for­mazione del mito del Risorgimento fino alla prima guerra mondiale. Spiegato perché il Risorgimento è da considerare una rivoluzione (si veda pp. 79-80, ma anche pp. 7-8), Della Peruta definisce, con la consueta dovizia di particolari e di riferimenti bibliografici, i contenuti e le forme con cui questo periodo fu ripen­sato, con accenti ed interessi diversi, dalle forze politiche e dagli intellettuali di estrazione sia moderata, che democratica. E fra coloro che rivisitarono il processo di unificazione italiana troviamo Cattaneo, Macchi, Mario, Rosa, Anelli, in merito ai quali l'A. puntualizza la loro debolezza interpretativa dal punto di vista storio­grafico nei primi momenti dell'Unità. Si parla poi degli storici conciliativi (Oriani, Tivaroni), ancora di quelli democratici, di coloro che aderirono all'Internazionale (Gnocchi-Viani, F. S. Merlino) e degli anarchici con la loro riscoperta degli scritti e degli ideali pisacaniani. Messi a fuoco poi i contributi di Arcangelo Ghisleri, Della Peruta si sofferma su Labriola e su Salvemini, concludendo con le valuta­zioni su Mazzini degli ambienti della sinistra estrema e con la riscoperta di coloro che furono ritenuti i precursori del socialismo italiano: Carlo Bini, Filippo Buo­narroti e Carlo Pisacane. In questo lavoro troviamo insomma acutamente delineati i tratti salienti delle interpretazioni di sinistra del Risorgimento attraverso un'ampia galleria di personaggi, che ripercorsero l'esperienza del passato col fine di sviluppare un'azione politica tutta tesa a sanare le più gravi questioni italiane, che, ancora aperte, affondavano le proprie radici nel passato prossimo; e tu in questo senso che la riflessione storica si tramutò in un concreto strumento per agire nel contingente.
Non ci sembra il caso di procedere oltre, perché vogliamo lasciare al lettore il piacere di scoprire la ricchezza di questo bel libro. Concludiamo quindi col dire che è la concretezza che salda tra loro tutti i saggi, caratterizzando questo volu­me, come del resto tutta la feconda attività dell'A. Franco Della Peruta infatti si è occupato in prevalenza di storia politica e delle idee, riuscendo a dimostrare non solo che ambedue rimangono vitali, ma che sono fondamentali per comprendere l'agire umano, quando vengono calate nella realtà effettuale, per indagare quelli che furono i problemi urgenti e quotidiani della società fino negli strati più umili.
GIOVANNI LUSERONI
JEAN-DOMINIQUE DURANO, L'Europe de fa Démocratie Chréiienne, collana diretta da Ser­ge Bemstein e Pierre Milza; Bruxelles, Editions Complexe, 1995, in 8, pp. 383. S.p.
Uno degli storici francesi più sensibili alle vicende del cattolicesimo contem­poraneo fornisce finalmente con il suo recente lavoro un ampio e documentato quadro d'insieme dell'esperienza e dei partiti della democrazia cristiana a scala europea Sottolineando le radici post-rivoluzionarie del movimento, Durand riper-