Rassegna storica del Risorgimento

SAVOIA-CARIGNANO (DI) EUGENIO
anno <1921>   pagina <437>
immagine non disponibile

, Il principe Mtgwio di ÓaHgnwno ecc. 487
Vittorio Emanuele n nel marzo del 1860 sceglieva il cugina quale suo rappresentante per mandarlo ad ossequiare la Ozarina di Russia svernante a Nizza, visto che una sua personale gita a questa città, non ancora strappata all'Italia, avrebbe potato de­stare sospetti nella pavida Francia, ma alla fine per questo ti-more rinunziava anche al Cugino e vi sostituiva il generale En­rico della Jocca. (1)
Non di piccolo momento era intanto il lavorìo del Principe in Toscana, dove sventava le noie gravi che l'impazienza del barone Ricasoli, ignaro dei segreti politici, recava al Gabinetto piemontese, cercando una soluzione della questione romana im­mediata ed eslege con i corpi franchi del Nicotera. (2)
A lui quindi il conte di Cavour si affidava per impedire che dalla Toscana venisse fuori un qualche nuovo fatto politico ad ingarbugliare ancora più la già tanto intricata matassa diploma­tica, come fa fede un brano inedito di una lettera che il 3 giu­gno 1860 gli indirizzava a Firenze:
Les difJioultés da tirai té surmontóes, viennent cellos do la Sicile. Nous aidons Garibaldi antaiit qae la pradence nons peranet de le faire. S'il trioni-pher .cornine je l'ospore, alors nons amrons sur les lì ras tonte la diplomata. Ponr qne notte tacile soit nioins difficile, il font évi ter (pie la question ro-matne uè Vienne compliquor la 1v.1polit.ai ne. Nons les traitrons les nnes apros les nutros... >">.
Buona parte di queste ultime notizie sul Principe di Oari-gnano io desunsi da quella raccolta epistolare che io stesso feci alcuni anni addietro, (3) ma che apparve per la prima volta sotto il nome del cortese mio maestro, (4) per sottrarre il volume e me stesso alle ire di ignobili e potenti miei avversari.
Bel altre benemerenze politiche del principe Eugenio bal­zano ancora fuori dalla detta mìa Silloge . Così egli fu uno dei più energici sostenitori presso Cavour del concetto unitario e si trovava nella non equivoca compagnia di G. B. Oassmis e del barone Bicasoli : < Les hommes le plus calmes, les plus mo-dérés, les plus conservatemi, sont devenus unitaires. LePrince
(1) E. DiflT.r.A RoGtja, éidoàfografla di un veterano, SI, 20, Bologna, 1898.
(2) L. C. BQLLTSA, Una silbu<s, 235, 243, m, 251, 255, 259, 283, 398, 400. fe) m ÌSì 0Oogo B ieU. (lei Mimo- ., testò citata. 0JfeiMfeQro-, S., fase, feSi idellJano IX, Torino, Fr. Booca, 1917.