Rassegna storica del Risorgimento
SAVOIA-CARIGNANO (DI) EUGENIO
anno
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1921
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pagina
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442
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442 a Bottm
di cui egli aveva sposato la sorella Maria Vittoria .FUiborta. B l'opera del conte di Siracusa in quei momenti critici della vita-napoletana, alla vigilia dell'arrivo di Garibaldi, ha di certo 5 fluito molto, almeno moralmente, sul precipitare degli avvenimenti.
2. Potrà il De Cesare tacciare di fedifrago il conte di Siracusa e in pari tempo trovar modo di elogiare tanti altri Napoletani schieratisi per l'Italia nuova, compresi i proprii parenti, (1) ma la verità storica va innanzi a tutto.
Osa il De Cesare scrivere: La condotta di questo principe, il quale protetto dalla squadra piemontese e sedotto dalle promesse di Gavoni', che non furono mantenute, dava, nell'ara del pericolo, il calcio dell'asino a suo nipote, fu volgare, per non bollarlo con più. aspra parola . (2)
Parrebbe quindi che il conte di Siracusa fosse uno dei nioltì passati all'ultima ora, armi e bagaglio, al partito liberale con l'allettamento della... promozione di grado: Cavour gli aveva fatta offrire la luogotenenza di Toscana , ma questa gli rimase in gola (3) e morì l'anno dopo, nel marzo, a Pisa, dov'è sepolto . (4) Come può il De Cesare giudicare documento degno di essere ricordato, per mostrare il lacrimevole spettacolo che offrivano i Borboni di Napoli in quel momento supremo 1 la lettera del
cnsa che ponesse piena fiducia in lei, come in un intimo amico ( pi *ESSANO. Diario privato-poUtico-tnilitare, 110, Torino,. 1880).,
(1) R. DE CESARE, La finn dì ?Wh -Mfflio., BOL MM> onomastici sotto CBSABE (DB). Città di Castello, 1009.
(2) Ibidem, II. 369.
(3) Questa cruda frase del De Cesare mi fa pensare clic vi sia qualche cosa di veto in un Wermazione sbaloxdit contenuta in un libro ohe anni addietro fece tanto scalpore, e ohe cioè il quarantasettenne -Principe, nato il
22 maggio 1813, sia morto avvelenato: c'était la periodo de temps qui
s'ouvro par l'empoisonnement du oomte de Syracuse, à Pise, le 4 dicembre 1860, et qui 8e elòfc par l'empoisonnement du prihee de Capone, à Turin, le 21 avrll S2; JOB doux oncles da Boi de Naples avaient été condannés par la, eete, qui wonrtant s'était fort ser..fe l*un d'.eux (D. VAUQHAWJ Le 33.e Crispii W pattatitele hotmm éPfflok dtmaagué, p. V"HÌ, Parigi, 98).
(4) R. DE CESARE, La fine di un reytw, II, 370.