Rassegna storica del Risorgimento
SAVOIA-CARIGNANO (DI) EUGENIO
anno
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1921
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pagina
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445
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11 prìncipe Bugmio di Carignano eoe. 446
rebbe a noi di rappresentarlo . (1) E la missione politica di Bari, da Cavour affidata al conte di Siracusa il 10 febbraio 1859, così minutamente descritta dal De Cesare (2) non è già una rivelazióne significativa? E la tensione di rapporti fin dall'inizio del regno (3) fra Don Leopoldo e il nipote, divenuto re, non dice nulla al De Cesare? E non gli passò neppure per la testa lo strano contrasto fra le lodi che tesse di Giuseppe Fiorelli, archeologo di merito che perdette la carica di direttore degli scavi di Pompei e fu in prigione per il suo patriottismo nel 1848 (4), e il vituperio del conte di Siracusa, die lo salvò nel 1853 dalla miseria e lo fece suo intelligente segretario e aiutante in scavi archeologici, dei quali il Principe era appassionato? (5) E non notò il De Cesare che Leopoldo Beniamino Borbone, quando ammise al proprio servizio il Morelli, ne conosceva intus et in cute i pensieri politici? Sareste contento di essere il mio segretario privato?. ?. Contentissimo, se non lo vietasse il mio passato, essendo stato in carcere, ed ora trovandomi sorvegliato dalla polizia. M'interruppe, narra il Morelli per bocca del De Cesare,* sorridendo, e, prese le mosse dal Congresso degli scienziati, venne giù per filo e per segno a parlarmi di tutto quello clic mi era intervenuto . (6) E si era nel 1853, non nel 18591 dunque il conte di Siracusa già allora aveva tali simpatie per i liberali da assumere come confidente un ex-condannato e /sorvegliato politico. E perchè allora dire tanto male del padrone e tanto bene del segretario di uguali intendimenti politici? E vero che Don Leopoldo morì nel 1861 ed era membro di quella tartassata famiglia borbonica sulle cui spalle fa comodo, da un mezzo secolo a questa parte, rovesciare tutte le sventure materiali e morali dell'Italia meridionale, mentre si dovrebbe arditamente mettere il dito sulla piaga e rinfacciarne i mali ai veri responsabili, sopratutto alle classi colte e ai politicanti; è vero che il Fiorelli morì invece solo nel 1896, (quando già era comparsa la ltt edizione della Fine di un regno), senatore del regno,
(1) R. DB CESARTI}, La pie di n regno, l, 246.
(2) Ibidem. 484-486.
(3) Bidemà II, 30.
(4) Ibidem, 71-78.
(5) Ibidem, 74-80.
(6) Ibidem, 76.