Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia. Secolo XIX
anno <1998>   pagina <171>
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ILI. Riva dei Milk di Marsala
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della strada che dà sulla chiesa (attuale n. 2 di via Centro). Forse prevedeva un aumento sensibile del traffico proveniente dalla miniera di mercurio. Nuove ricerche infatti erano progettate ed un nuovo filone sarà scoperto nel 1854, sette anni dopo la sua morte.3)
Morte dei padre.
Luigi Isidoro aveva quasi cinque anni quando il padre morì improvvi­samente alla fine d'ottobre del 1847 durante una fase d'ingrandimento della casa. Una pietra usata nella costruzione del focolare (kaminaza) gli era caduta su una gamba, fratturandola e causando la cancrena. Egli lasciava debiti ipotecari, sollevati e chirografari per il totale complessivo di 4.710,77 lire Austriache verso il curato dì Tisèr, una somma enorme per quei tempi.
Il decreto 8 marzo 1848 dell'I. R. Pretura di Agordo mostra che, per soddisfare almeno in parte a questi debiti e nell'interesse dei figli minori, la vedova Maria Giuditta cedette al curato la casa, l'osteria, la mobilia e gli abiti del marito. Questo passo metteva letteralmente la famiglia sul lastrico, ma il curato consenti d'affittare alla vedova la casa ed osteria per un periodo di vent'anni per 100 Lire Austriache annue onde potesse provvedere al sostentamento dei figli. Ma Maria Giuditta era una donna scaltra ed avve­duta ed otto mesi dopo, cioè il 30 ottobre 1848, usd da questa situazione precaria sposando Pietro Antonio Casera, vedovo anziano ma benestante del paese vicino di Digomàn, e si trasferi là con i figli.
Infanzia e studi.
A Digomàn Luigi Isidoro frequentò le scuole elementari minori di Voltago e poi tu inviato dalla madre, ma contro il parere del patrigno, ad Agordo a frequentare la Scuola Elementare Maggiore, che, con la Scuola Elementare Minore, era stata introdotta nel 1823 dal Governo austriaco per combattere l'analfabetismo nelle province venete, ereditato dalla Repubblica di Venezia. Ad Agordo Luigi Isidoro abitava presso il nonno e lo zio Valentino sul corso del Broi. La decisione della madre di mandare il figlio a studiare onde guadagnarsi la vita come scrivano, contabile o maestro ele­mentare, costituiva una cosa inaudita in quei tempi in un paese di monta­gna, ma si può motivare senza dubbio dal fatto che Luigi, nato claudicante, era gracile di salute Non era certamente atto ai duri lavori di montagna.4)
?) Da GIANNI FÒSSEN, Cenni storici sulle miniere di Valfalta, in Lassa Che Te Conte, Numero unico, 1987, pp. 3-6.
4) Una tradizione locale vorrebbe che Luigi Isidoro avesse frequentato la Monta­timi r:a , ma la Montanisaca, come la R, Scuola Mineraria di Agordo era anche conosciuta