Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia. Secolo XIX
anno
<
1998
>
pagina
<
173
>
JLI. Riva dei Mille di Marsala
173
Mille, a cui si erano unite le squadre siciliane (i picciotti), penetrarono nella città di Palermo, dopo aver attirato, con una diversione, parte della guarnigione verso l'interno dell'isola. Il 2 Battaglione prese parte all'assalto del Ponte deU'Arnmiraglio e di Porta Termini, da dove si spinse nel centro della città verso il porto, isolando la cattedrale ed il Palazzo Reale, sede del comando borbonico. Tre giorni dopo il ten. gen. Lanza, nominato da poco Commissario straordinario dell'isola, chiese una tregua, che fu prolungata più volte finché il 6 giugno divenne una capitolazione. Il 7 giugno più di 20.000 soldati napoletani evacuarono la città in uno dei più umilianti spettacoli mai visti, scriverà nel 1889 l'amm. inglese H. F. W. Ingram, che ne fu testimone oculare dalla sua nave Argus, e s'imbarcarono per Napoli.?) Il Luigi I sopravvisse indenne alla battaglia di Calatafimi e alla presa di Palermo, quando i Mille effettivi si erano ridotti a 674.
Dopo la presa di Palermo, i superstiti dei Mille, più 400 scelti dalle squadre siciliane e dai rinforzi affluiti dall'Italia settentrionale, furono riorganizzati nella 15ma Divisione, composta di due brigate, sotto il comando del coL Istvan Tùrr, esule ungherese e primo aiutante di Garibaldi. La V Compagnia fu assegnata alla 2a Brigata, che alla sua formazione contava 536 effettivi, più 105 svizzeri e bavaresi, disertori dell'esercito napoletano, che costituivano la Compagnia dei Cacciatori Esteri. La 2* brigata fu posta sotto il comando del col. Nandór Eber, esule ungherese e corrispondente del Times di Londra. H 20 giugno la brigata lasciò Palermo per l'interno dell'isola con lo scopo di ripristinare l'ordine e la legalità dopo il crollo dell'autorità borbonica ed imporre i decreti emessi da Garibaldi come Dittatore della Sicilia. La brigata marciò verso Masilmeri, ViUatrate, Valle-longa e Caltanissetta; da Caltanissetta si diresse a Castrogiovanni (Enna), arrivando a Catania il 15 luglio. Dopo una sosta di dieci giorni, riparti per Messina, che raggiunse il 29, due giorni dopo l'imbarco delle truppe napoletane.
In Calabria e sul Volturno.
La notte del 25 agosto la Brigata Eber attraversò lo Stretto di Messina, sbarcando la mattina del 26 a Bagnara in Calabria. Da Bagnara si diresse a Maida, attraversò la penisola, arrivando a Catanzaro il 1 settembre. Due giorni dopo riattraversò la penìsola in direzione di Cosenza e Paola, da dove s'imbarcò per Napoli il 10 settembre.
Arrivata a Napoli l'il settembre, la brigata eresse le sue tende a Caserta nella Piazza del Palazzo Reale. Con l'arrivo di nuovi volontari, la
9 H.F.W. INGRAM, Hearts oJOak, Londra, 1889, p. 206.